
Sulle baby gang nei centri veneti Giorgia Bedin chiede più forze dell’ordine, prevenzione e responsabilità dei genitori per i danni causati dai figli.
Sulle baby gang nei centri veneti la consigliera regionale Giorgia Bedin della Lega-LV chiede un rafforzamento delle forze dell’ordine, misure preventive e una maggiore responsabilizzazione dei genitori. L’intervento è stato diffuso attraverso il Consiglio regionale del Veneto.
Bedin richiama episodi di violenza segnalati nei centri storici di Treviso, Mestre, Padova e Pordenone, sostenendo che risse, accoltellamenti e aggressioni non possano essere liquidati come semplice disagio giovanile.
La posizione si colloca nel più ampio dibattito sulla sicurezza urbana nelle città venete, tema sul quale amministrazioni locali e Regione stanno discutendo strumenti di controllo e prevenzione.
Baby gang nei centri veneti, osservatorio e allerta precoce
La consigliera richiama due progetti di legge regionali sottoscritti e sostenuti dal suo gruppo. Uno riguarda la responsabilizzazione genitoriale, l’altro il contrasto alla violenza giovanile attraverso un Osservatorio regionale sulla criminalità minorile e di gruppo.
L’obiettivo dichiarato è introdurre un sistema di allerta precoce capace di intercettare segnali di disagio prima che si trasformino in violenza. Bedin affianca a questa impostazione una linea rigorosa sul piano del controllo urbano e delle conseguenze per chi commette reati.
La proposta di attribuire ai genitori la responsabilità economica per i danni causati dai figli viene presentata come leva educativa e deterrente. Resta aperto il confronto sull’equilibrio tra repressione, inclusione sociale e politiche giovanili. Per Bedin, contro le baby gang nei centri veneti servono comunque norme chiare, coordinamento istituzionale e una presenza più visibile delle forze dell’ordine.
La consigliera collega le misure proposte alla necessità di agire prima degli episodi più gravi, coinvolgendo scuole, servizi sociali, amministrazioni e famiglie. La prevenzione, nella sua impostazione, non sostituisce le sanzioni ma dovrebbe rendere più tempestiva l’individuazione delle situazioni a rischio e più coordinata la risposta pubblica.
Il confronto proseguirà con l’attenzione degli operatori, delle istituzioni e dei cittadini interessati agli sviluppi annunciati.



































