
La Regione ha inaugurato il cantiere dell’invaso che recupera due cave dismesse e dovrà ridurre il rischio idraulico nel Vicentino e fino a Padova.
Il bacino di laminazione sull’Astico tra Breganze e Sandrigo entra nella fase operativa con un investimento superiore a 60 milioni di euro e lavori programmati fino a maggio 2029. L’opera avrà una capacità di invaso di circa 4,8 milioni di metri cubi d’acqua e servirà a trattenere temporaneamente parte delle piene, riducendo la portata verso i territori urbanizzati a valle. Informazioni sulla difesa del suolo sono disponibili nel portale della Regione Veneto.
L’assessore regionale all’Ambiente e Protezione civile Elisa Venturini ha definito l’intervento strategico per la sicurezza idraulica del Vicentino e di un’area molto più ampia, fino alla città di Padova. Il progetto utilizza le cave dismesse Mirabella-Vaccari e Mirabella-Girardini, trasformando superfici già segnate dall’attività estrattiva in un’infrastruttura di prevenzione.
L’avvio dei lavori era stato anticipato da ViPiù nell’articolo sul progetto del bacino dell’Astico nel Vicentino. L’inaugurazione del cantiere consente ora di precisare dimensioni, cronoprogramma e funzione delle opere previste nei primi due stralci.
Bacino di laminazione sull’Astico, cave recuperate e opere regolabili
Il programma comprende la risistemazione del piano di campagna delle aree di cava, nuove arginature, manufatti idraulici regolabili e movimentazioni di terra per circa due milioni di metri cubi. Durante gli eventi di piena l’invaso dovrà offrire spazio temporaneo alle acque, alleggerendo la pressione sul sistema fluviale e sui comuni posti più a valle.
Venturini sottolinea il valore ambientale del recupero: non viene consumato nuovo territorio e una criticità lasciata dalle escavazioni diventa una struttura permanente al servizio delle comunità. La strategia regionale punta a spostare l’attenzione dalla sola gestione dell’emergenza alla prevenzione attraverso opere strutturali.
L’assessore alla Pianificazione strategica Marco Zecchinato indica in 60,8 milioni di euro il valore dei primi due stralci, sostenuti anche da risorse europee. Il bacino di laminazione sull’Astico dovrà essere completato secondo il cronoprogramma entro maggio 2029: un orizzonte lungo che richiederà controlli continui sull’avanzamento, sui costi e sugli effetti ambientali del cantiere.

































