
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, tramite l’Ufficio scolastico regionale per il Veneto, ha avviato verifiche sulla presenza a Trieste di una scolaresca di Marostica, con i bambini che hanno svolto un’attività scolastica a stretto contatto con i migranti che lì si trovano provenienti dalla cosiddetta “rotta balcanica”.
Le verifiche puntano ad accertare le modalità didattiche delle attività disposte e le modalità di svolgimento, ha fatto sapere il dicastero che “monitorerà con la massima attenzione gli sviluppi della vicenda”.
Ma cosa è successo di preciso in Piazza Libertà di Trieste, a pochi passi dalla stazione ferroviaria? Qui – è emerso –, nei giorni scorsi alcuni bambini della scuola elementare “Arpalice Cuman Pertile” di Marostica, impegnati in una gita didattica in città, hanno partecipato ad attività di accoglienza dei migranti assieme a Fornelli resistenti di Bassano del Grappa e Fattoria sociale Conca d’oro. Alcuni dei volontari hanno spiegato che si è trattato di “un momento pieno di vita per la serietà degli sguardi e dei gesti dei bambini, adeguatamente preparati dagli insegnanti”. In un video postato sui social e poi rimosso anche le testimonianze dirette dei bambini.
Video che tuttavia non era sfuggito all’europarlamentare della Lega Anna Maria Cisint che ha ripostato tutto sui propri canali social per muovere un duro attacco all’iniziativa, spalleggiata dal senatore leghista Marco Dreosto (ne abbiamo scritto qui). I due, hanno poi diffuso una nota commentando le immagini diffuse nella rete come “vergognose” e parlando di “lavaggio del cervello” ai bambini di Marostica.
Al coro critico si è aggiunta anche la voce del deputato vicentino di Fratelli d’Italia Silvio Giovine che ha proposto al pari di Cisint e Dreosto propone un’interrogazione al ministro Valditara.
In senso contrario, invece, si è espressa la consigliera regionale del Pd Chiara Luisetto, anch’essa vicentina, che ha criticato gli attacchi di Cisin e Dreosto, accusati di aver “dato in pasto i bambini e l’istituto scolastico di Marostica agli odiatori seriali”, sostenendo invece la valenza educativa dell’iniziativa.
Nel mirino delle critiche è finita l’attività scolastica: i bambini della scuola di Marostica hanno aiutato le associazioni di volontariato a distribuire i pasti ai migranti che si radunano a piazza Libertà a Trieste e raccontato alcune esperienze fatte a scuola per comprendere il fenomeno migratorio: una serie di esercizi, bendati e senza scarpe, per provare a immedesimarsi nelle persone che attraverso la rotta balcanica giungono in Italia affrontando ostacoli e insidie.
Lo stesso luogo in cui queste attività sono state messe in pratica, Piazza della Libertà, è stato motivo di critiche, poiché oltre ad essere luogo di ritrovo per i migranti, è stata più volte al centro, anche recentemente, di episodi di criminalità, che hanno portato a un rafforzamento dei controlli e dei pattugliamenti delle forze dell’ordine.
Caustico infine il commento del presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga: “Magari così si vuole scoprire l’illegalità – ha detto –. Allora, forse è utile che i ragazzi lo sappiano, che esiste appunto un’illegalità troppe volte coperta da associazioni che vivono di questa illegalità”.







































