Nel Benin terzo pozzo nel ricordo di Ambra Beggiato, figlia del “venetista” e studioso di Grumolo: qui l’Iban per “L’acqua di Ambra”

Ambra Beggiato - pozzo Benin
Ambra Beggiato - pozzo Benin

Il Benin è uno stato africano relativamente piccolo, con circa dodici milioni di abitanti, si trova nell’Africa occidentale, confina con il Togo, la Nigeria, il Burkina Faso e il Niger. La lingua ufficiale è il francese e la moneta è il famigerato franco CFA con il quale la Francia continua a stritolare diversi paesi africani (naturalmente sempre in ossequio a liberté, fraternité, egalité …); la capitale è Porto Novo ma la sede del governo è a Cotonou; si è reso indipendente dalla Francia il I° agosto del 1960, fino al 1975 si chiamava Dahomey.

Nel Benin convivono una quarantina di gruppi etnici, con conseguenti contrapposizioni tribali, ed è una repubblica presidenziale.

Nei secoli scorsi, durante le colonizzazioni portoghese e olandese, il Benin fu duramente colpito dalla tratta degli schiavi con destinazione, in particolare, le coste  del Brasile del nord-est; mi ricordo di quando, qualche anno fa, mi trovai a Salvador Bahia, in quella che fu la prima capitale del Brasile, di fronte alla “Casa do Benin” un museo che testimonia il profondo legame del Brasile con il Benin.

E proprio dal Benin è arrivato un giorno a Bastia (Pd) un giovane prete, padre Brice Hounnou, che con la sua spontanea simpatia è diventato  amico un po’ di tutti, anche della nostra famiglia: un incontro come tanti, una cena in compagnia per parlare dell’Africa e di questo paese sconosciuto. Dopo un po’ di tempo padre Brice è rientrato in Benin e la cosa sembrava finita lì.

Il 30 aprile 2019 è mancata improvvisamente nostra figlia Ambra, di ventisette anni (Ettore Beggiato, il papà, autore di vari articoli su ViPiù, è stato un noto politico vicentino, veneto e venetista ed è tuttora un grande studioso e scrittore di storia veneta, ndr).

Ambra aveva particolarmente a cuore i bambini che soffrivano, per le malattie o per la povertà e proprio per questo abbiamo pensato di donare immediatamente tutti gli organi che si potevano trapiantare o che potevano aiutare la medicina nella ricerca; ma non solo. Quando dopo qualche mese padre Brice è tornato a Bastia ed è venuto a trovarci ci ha fatto presente che nella sua estesissima parrocchia (Conversion de S. Paul circa 20.000 persone sparse in diversi villaggi nel raggio di una cinquantina di chilometri) c’era un problema drammatico, fondamentale per assicurare la sopravvivenza  delle persone e per garantire un minimo sviluppo alla povera economia agricola: l’acqua; fu così che con mia moglie Teresa ci impegnammo a far fronte alla spesa per costruire un pozzo e pochi mesi dopo padre Brice ci mandò le foto dal villaggio di Kpawa con i suoi parrocchiani in festa che attingevano l’acqua dal pozzo.

Dopo un po’ di tempo, non mi ricordo in occasione di quale festività, il buon padre Brice ci fece presente che la situazione in un altro villaggio era estremamente pesante, e così, grazie alla associazione “Love onlus”  che vede nell’amico Fabio Franceschini un infaticabile animatore, abbiamo deciso di lanciare il progetto “L’acqua di Ambra” per raccogliere i fondi per costruire un nuovo pozzo, nel villaggio di Nanwè situato in mezzo alla foresta e dove non ci sono né ambulatorio né una scuola : la risposta di tanti amici e conoscenti è stata veramente notevole e così in poco tempo abbiamo raccolto la somma di ottomila euro necessaria per costruire un nuovo pozzo.

Ma non c’è due senza tre e così il buon padre Brice ci ha comunicato che i capi tribù del vicino  villaggio di Kouna  hanno chiesto un pozzo anche per loro…

E allora, ringraziando tutti coloro che ci hanno dato una mano, chiedo umilmente un nuovo piccolo sacrificio per i parrocchiani di padre Brice: abbiamo toccato con mano come si possa contribuire concretamente e direttamente a dare un aiuto a questi fratelli meno fortunati di noi.

L’iban dell’associazione “Love Onlus” è IT31F0306912080100000011273

con la causale “L’acqua di Ambra”; il contributo è deducibile dalla dichiarazione dei  redditi.

Grazie ancora

Ettore Beggiato