Disordini a Campo Marzo, Bevilacqua: «Chiudere i profili social dei responsabili»

28
Bevilacqua sui disordini a Campo Marzo

La consigliera regionale vicentina della Lega-Liga Veneta interviene dopo i fatti del 3 ottobre e collega il raduno alla necessità di maggiori controlli digitali. Il confronto politico resta quindi aperto.

Bevilacqua sui disordini a Campo Marzo chiede la chiusura permanente dei profili social utilizzati dai responsabili per mobilitare il raduno e diffondere nuovi annunci. La consigliera regionale vicentina della Lega-Liga Veneta definisce quanto avvenuto un attacco alla sicurezza e al decoro della città, in una nota dell’Ufficio stampa del Consiglio regionale.

La presa di posizione si aggiunge alle reazioni già esaminate da ViPiù e al dibattito sui disordini chiesto da dodici consiglieri comunali. Nel run corrente non sono arrivati altri commenti sul medesimo fatto da accorpare. Bevilacqua concentra il proprio intervento sul ruolo di TikTok e Instagram come strumenti capaci di amplificare convocazioni e comportamenti dannosi.

La consigliera sostiene la proposta del presidente della Regione Alberto Stefani di regolamentare le piattaforme e chiede più strumenti di intelligence digitale per prevenire raduni analoghi. A suo giudizio, chi ha utilizzato i canali social per alimentare le violenze non dovrebbe poterli usare nuovamente per iniziative dello stesso tipo.

Bevilacqua sui disordini a Campo Marzo: controlli e risarcimenti

Nel comunicato vengono richiamati i danni alle auto, alle sbarre del parcheggio e alla segnaletica. Bevilacqua domanda che i responsabili siano identificati attraverso la videosorveglianza e che risarciscano integralmente i danni provocati alla comunità. Esprime inoltre solidarietà ai residenti, ai commercianti e alle forze dell’ordine intervenute.

Accanto alla risposta repressiva, la consigliera parla anche di un problema educativo e della distanza tra adulti e giovani. L’intervento di Bevilacqua sui disordini a Campo Marzo combina quindi due piani: fermezza verso le responsabilità individuali e analisi della condizione giovanile. Resta aperto il confronto sulla praticabilità giuridica della chiusura dei profili e sull’equilibrio tra prevenzione, regole delle piattaforme e garanzie previste dall’ordinamento.