Carlo Calenda, europarlamentare e segretario nazionale di Azione, ha fatto tappa a Vicenza nel suo tour elettorale in Veneto per incontrare gli elettori e presentare i candidati locali. La location dell’evento politico è stata la barchessa di Villa Zileri a Monteviale.

Calenda e Sbrollini di spalle alla barchessa di Villa Zileri a Monteviale (foto Maurizio Morelli)
Calenda e Sbrollini di spalle alla barchessa di Villa Zileri a Monteviale (foto Maurizio Morelli)

Ai circa cento presenti l’ex-ministro dello Sviluppo Economico nei governi Renzi e Gentiloni, che proveniva da Padova, si è presentato nel consueto look scelto per la campagna: polo blu griffata Azione, pantaloni di tela beige e mocassini. I suoi image maker hanno puntato su un completo decisamente informale per dare al loro candidato un tono da manager in ferie che risulta rassicurante e intonato al suo parlare, che rifugge dai toni forti e dagli slogan. E rispecchia l’abbigliamento-tipo dei suoi elettori, almeno quelli presenti a Villa Zileri, che in stragrande maggioranza esibiscono outfit da fine settimana borghese. L’identificazione fra il leader e il suo elettore è, quindi, anche formale e intonata al centrismo e alla moderazione che impronta Azione.

Sen. Daniela Sbrollini e Marica Dalla Valle, segretaria provinciale di Azione, con Carlo Calenda (foto Maurizio Morelli)
Sen. Daniela Sbrollini e Marica Dalla Valle, segretaria provinciale di Azione, con Carlo Calenda (foto Maurizio Morelli)

Accolgono Calenda la senatrice di Italia Viva Daniela Sbrollini (per dovere di coalizione) e Marica Dalla Valle, segretaria provinciale di Azione. Ci sono anche alcuni candidati locali ma non sono presentati (foto di copertina del nostro Gianni Poggi, ndr).

Al punto stampa Calenda (che ha i tempi contingentati perché deve poi spostarsi a Verona per la tappa successiva) ha risposto a qualche domanda concentrandosi sulle vicende più recenti della campagna elettorale.

Carlo Calenda con la stampa, il 1° da sx è il nostro Gianni Poggi (foto di Maurizio Morelli)
Carlo Calenda con la stampa, il 1° da sx è il nostro Gianni Poggi (foto di Maurizio Morelli)

In Veneto non si può non parlare di autonomia. “Autonomia? Signori dovete chiede a Salvini perché la Gelmini, che è candidata con noi, aveva finito il progetto che andava approvato dal Governo Draghi. Salvini l’ha fatto cadere e, quindi, possiamo dire semplificando che Salvini ha fatto cadere l’autonomia.”

Carlo Calenda parla (foto di Maurizio Marelli)
Carlo Calenda parla (foto di Maurizio Marelli)

Cosa dice Calenda alle imprese venete? “Mi conoscono abbastanza bene. Da Impresa 4.0 alla deducibilità della componente di salari sull’Irap, all’Ires, al salario di produttività. Sono tutti provvedimenti che noi intendiamo rilanciare dopo che i Cinque Stelle li hanno distrutti. Le imprese venete devono capire che votare Lega non vuol dire votare Zaia, vuol dire votare Salvini e che Salvini è un irresponsabile pericoloso. Finchè la Lega non risolve questo problema votare Salvini vuol dire portare l’Italia in una condizione di rischio finanziario ed energetico. Ricordandosi sempre che Salvini e Berlusconi per loro paure elettorali hanno fatto cadere Draghi nel pieno di una crisi difficilissima.”

Calenda con Scalabrin, portavoce di Sbrollini (foto Maurizio Morelli)
Calenda con Scalabrin, portavoce di Sbrollini (foto Maurizio Morelli)

Anche per le imprese della Regione c’è l’emergenza energia. “Qui il tema fondamentale è l’energia e, sull’energia, sono venti giorni che io sto dicendo a tutti che bisogna interrompere la campagna elettorale e aiutare Draghi a intervenire. La Gran Bretagna e la Germania lo hanno fatto ma hanno un governo nel pieno dei poteri. Noi non ce l’abbiamo sempre grazie a Salvini, Berlusconi e Conte. Non hanno voluto farlo, continuano a dire no al rigassificatore di Piombino che ci serve per non rimanere senza gas. Siamo davanti a una campagna elettorale che è delirante, ieri si sono occupati di Peppa Pig (il 9 settembre FdI ha lanciato un appello alla Rai: “non trasmettete l’episodio con due mamme. Inaccettabile indottrinamento gender”, nda). Questa è la situazione. Mentre le aziende chiudono si parla di Peppa Pig e Giuseppe Conte sta tenendo ostaggio il dl Aiuti perché ha presentato quattrocento emendamenti. Vorrei che i cittadini capissero che, persino davanti a un disastro, i Cinque Stelle bloccano tutto, Salvini parla di cose a sproposito, chiede a Draghi di intervenire dopo averlo sfiduciato. Io gli ho detto che dovrebbe stare zitto per un minimo di decenza perché, se non fosse per lui, oggi avremmo Draghi nel pieno dei poteri, capace di intervenire e anche di combattere in Europa con più efficienza.”

Gli ultimi sondaggi vi attestano sopra il 10%. “Il 10-12% per cento basta per bloccare la Destra ma noi puntiamo a di più. Ma l’obbiettivo non è quello di bloccare la Destra e basta, perché non serve a niente solo questo risultato. L’obbiettivo è andare avanti con un Governo Draghi di larga coalizione. I leader, tutti, si devono render conto che quello che sta abbattendosi sull’Italia è uno tsunami che, adesso, è sull’energia e, dopo, sarà sulla finanza perché si alzano i tassi. Colpirà le famiglie e i mutui e noi abbiamo bisogno di avere una copertura autorevole e l’uomo più autorevole italiano che c’è oggi nel mondo e in questo momento fa il presidente del Consiglio. Cerchiamo di tenerlo lì a fare il presidente del Consiglio.”

La coalizione Italia Viva-Azione punta a un ritorno di Draghi al Governo conclude Carlo Calenda. “Per trent’anni questo paese è declinato perché abbiamo votato contro qualcuno. Quelli che erano a sinistra hanno votato contro la Destra e viceversa. Ci siamo divisi come se fosse sempre il dopoguerra, che non passa mai. Nel frattempo, tutto è declinato. Questa legislatura è uno spartiacque perché in essa abbiamo visto per la prima volta una cosa diversa: un Governo fatto da un italiano autorevole, che ha cominciato a fare le cose con serietà e pacatezza. E non ha parlato agli italiani dividendoli, ha parlato agli italiani riunendoli intorno a uno spirito che è, come spirito repubblicano, sta dentro la nostra anima e ispira l’idea che il Paese sta insieme riconoscendo sia i limiti che i doveri di ciascuno di noi.”

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Gianni Poggi risiede e lavora come avvocato a Vicenza. È iscritto all’Ordine dei giornalisti come pubblicista. Le sue principali esperienze giornalistiche sono nel settore radiotelevisivo. È stato il primo redattore della emittente televisiva vicentina TVA Vicenza, con cui ha lavorato per news e speciali ideando e producendo programmi sportivi come le telecronache delle partite nei campionati del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi, i dopo partita ed il talk show «Assist». Come produttore di programmi e giornalista sportivo ha collaborato con televisioni locali (Tva Vicenza, TeleAltoVeneto), radio nazionali (Radio Capital) e locali (Radio Star, Radio Vicenza International, Rca). Ha scritto di sport e di politica per media nazionali e locali ed ha gestito l’ufficio stampa di manifestazioni ed eventi anche internazionali. È stato autore, produttore e conduttore di «Uno contro uno» talk show con i grandi vicentini della cultura, dell’industria, dello spettacolo, delle professioni e dello sport trasmesso da TVA Vicenza. Ha collaborato con la testata on line Vvox per cui curava la rubrica settimanale di sport «Zero tituli». Nel 2014 ha pubblicato «Dante e Renzo» (Cierre Editore), dvd contenente le video interviste esclusive a Dante Caneva e Renzo Ghiotto, due “piccoli maestri” del libro omonimo di Luigi Meneghello. Nel 2017 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza il documentario «Vicenza una favola Real» che racconta la storia del Lanerossi Vicenza di Paolo Rossi e G.B. Fabbri, distribuito in 30.000 copie con il quotidiano. Nel 2018 ha pubblicato il libro «Da Nobile Provinciale a Nobile Decaduta» (Ronzani Editore) sul fallimento del Vicenza Calcio e «No Dal Molin – La sfida americana» (Ronzani Editore), libro e documentario sulla storia del Movimento No Dal Molin. Nel 2019 ha pubblicato per Athesis/Il Giornale di Vicenza e Videomedia il documentario «Magico Vicenza, Re di Coppe» sul Vicenza di Pieraldo Dalle Carbonare e Francesco Guidolin che ha vinto nel 1997 la Coppa Italia. Dal 9 settembre è la "firma" della rubrica BiancoRosso per il network ViPiù, di cui cura anche rubriche di cultura e storia.