Campo Marzo Vicenza, Da Adesso in Poi critica la visione della Giunta dopo l’annuncio di interventi per 1,7 milioni di euro

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Mattia Ierardi e Francesco Rucco

L’area di Campo Marzo presto rifiorirà secondo l’amministrazione comunale con investimenti per 1,7 milioni di euro dal Pnrr, ma il gruppo di minoranza Da Adesso in Poi non è d’accordo.

I lavori – come abbiamo riportato da queste pagine – saranno finanziati con somme del Piano nazionale di ripresa e resilienza messe a disposizione per aumentare l’inclusione nelle aree beneficiarie.

L’attacco dei consiglieri di minoranza Giovanni Selmo e Sandro Pupillo viene portato punto per punto, a partire dalle panchine che – come ha spiegato l’amministrazione comunale – saranno sostituite con modelli tali da evitare i bivacchi.

“Togliere le panchine da Campo Marzo – dicono i due – è l’ennesima non-soluzione di questa amministrazione. Si impoverisce il parco, rendendolo poco fruibile a chiunque e contemporaneamente non si agisce sulla coesione sociale o sulle persone che bivaccano, che si sposteranno semplicemente.

È insomma l’ennesima dichiarazione di resa dell’amministrazione Rucco e delle politiche anti-degrado che, in quasi 5 anni, non sono affatto riuscite a fare quanto promesso, quando il candidato Rucco aveva raccontato una città-Bronx, usando le fragilità della comunità che nessuno nega, ma amplificandole e poi trascurandole. Oggi la città vive difficoltà sociali maggiori e per giunta allargate ai quartieri, non solo in Campo Marzo.

Togliere le panchine, cioè escludere, lasciar fuori, è il medesimo approccio risibile– finanziato con fondi pubblici – che segue le ordinanze contro la seduta sugli scalini sui palazzi, l’abbattimento dei muretti a San Giuseppe, la rimozione delle panchine alle Fornaci, le transenne nelle vie del Centro.

L’annunciato terzo stralcio dei lavori per campo Marzo, porterà a un recupero dell’area in un’ottica anti-bivacchi. La strategia è quella già vista in numerose città: sedute singole per evitare che le persone possano sdraiarsi o dormire e la creazione di aiuole con arbusti tappezzanti nei punti dove sono più frequenti i ricoveri di fortuna o lo stazionamento di persone.

Il bello è che gli interventi sono previsti nel progetto finanziato con il bando Pnrr missione 5 Inclusione e coesione, componente 2 Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore, fondi teoricamente volti a ridurre situazioni di emarginazione e degrado sociale“.

Insomma, secondo Selmo e Pupillo l’amministrazione Rucco ragiona solo in base a ritorni elettorali. “Come può una limitazione della libertà dei cittadini – proseguono i consiglieri -, l‘impedimento di una dimensione sociale, ricreativa, di tempo libero, avere benefici positivi sull’integrazione sociale? Eravamo critici anche quando amministrazioni di altro colore ordinavano il divieto di gioco sui prati, o di distendersi per leggere un libro. Quando si riducono i diritti dei cittadini, e i beni a loro disposizione non si aumenta la sicurezza collettiva”.

Altro punto critico: la prevista demolizione della sede della biblioteca che sarà sostituita da un bagno: “Un fatto clamoroso – ancora Selmo e Pupillo -. Quello spazio avrebbe permesso di seguire le fragilità di tanti che gravitano attorno al parco e poteva offrire una proposta culturale o sociale, come peraltro qualche esercizio su Campo Marzo riesce a fare con efficacia, dall’altra parte dell’esedra.

È incredibile che l’assessore al Sociale (Marco Zocca, ndr) non abbia già pronta una soluzione alternativa: prima demoliamo un presidio di assistenza, poi penseremo a un’alternativa.

Crediamo che progetti come le unità di strada in Campo Marzo volute dall’allora assessore Tosetto, team di professionisti e operatori che agganciavano le persone offrendo un reale indirizzamento verso i bisogni, fossero immensamente più utili.

Altri soldi sprecati quindi, come l’inutile, costoso e peraltro spesso chiuso distaccamento di Polizia Locale davanti la stazione, simbolo dello spreco di risorse pubbliche, di poche idee e slogan a beneficio di becera propaganda” concludono i rappresentanti di Da Adesso in Poi.