Carburanti, con il Dl del Governo taglio alle accise… e ai fondi per la Sanità (e non solo)

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Dicono che tagliano le accise, ma non che i soldi li prendono da altri servizi ai cittadini. È quanto viene da pensare seguendo la comunicazione che il governo Meloni ha fatto nelle scorse ore, dopo che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il Decreto legge carburanti.

Il Dl, poche ore prima, era stato varato dal Consiglio dei Ministri. Il comunicato stampa diffuso in serata spiega per filo e per segno cosa è stato deciso, ma non dove si prendono le risorse economiche per sostenere quanto deciso.

Stiamo parlando di poco più di mezzo miliardo di euro per il taglio delle accise e per i crediti d’imposta a favore di autotrasportatori e pescherecci (tra i 500 e i 600 milioni di euro). Come si apprende da Il Sole 24 Ore in questo articolo gran parte delle coperture è assicurata da tagli ai ministeri“. 

Se da un lato siamo certi che nella comunicazione primaria (il comunicato del Consiglio dei Ministri) non ci fosse traccia di questa informazione, altrettanto non possiamo dire circa la possibilità che nella ridda di commenti alla misura da parte dei componenti del Governo Meloni qualcuno non lo abbia detto apertamente.

Siamo però certi che un’elencazione di queste risorse si trovi in Gazzetta Ufficiale dove è stato pubblicato il Dl Carburanti, “Disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi connessi alle crisi dei mercati internazionali”, provvedimento entrato in vigore oggi.

allegao 1 dl carburanti acciseOltre ai sei articoli che contengono le misure temporanee, dal taglio delle accise ai sostegni all’economia e fino alle disposizioni in materia di controlli contro eventuali speculazioni sui prezzi, si trova anche l’allegato 1 (foto).

Come è evidenziato, le cifre sono espressi in migliaia di euro. Emerge dunque che per coprire 20 giorni di tagli alle accise (ma anche per tutto il resto, ndr) si tagliano risorse ai ministeri.

Non si vuole con questo gridare allo scandalo. L’intento è solo quello di fornire una informazione più completa possibile. Resta un fatto, comunque e al di fuori di ogni volontà di becero populismo, che le conseguenze di un conflitto hanno ripercussioni sui cittadini. In questo caso, prima sull’aumento dei prezzi dei carburanti oltre che di molte altre materie prime e prodotti. Di taglio di risorse a settori cruciali per gli stessi cittadini, dopo, come effetto a loro volta delle misure di emergenza resesi necessarie.

Qualche esempio. La sanità italiana ci rimette 86 milioni di euro. Saranno forse “spicci” se si considera che ogni anno il finanziamento pubblico del Servizio Sanitario Nazionale si esprime in decine e decine di miliardi di euro. Ma è innegabile che ci sono regioni, in particolare al Sud, che hanno ospedali fatiscenti o del tutto inesistenti. E con quella somma, occhio e croce, qualcosa la si fa.

Poco meno di 100 milioni di euro ce li rimette il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti. 127,5 milioni quello dell’Economia e delle finanze. Quasi 26 milioni di euro il taglio all’Istruzione, circa 17 l’Ambiente, oltre 25 la Scuola. È certo che per ognuno di questi settori esistono carenze di fondi che ora saranno ancora più pesanti.

Resta che il taglio delle accise sarà utile, anche se – stando a quanto si osserva – non è scattato immediatamente. Ma resta una misura temporanea e tra 20 giorni, con il conflitto tra Iran e Usa-Israele che stenta a rallentare, i consumatori potrebbero trovare sgradite sorprese.

C’è anche chi ha malignato e ha bollato il Dl Carburanti come mossa elettorale del Governo in vista dell’ormai imminente voto referendario. Mala fede? “Qualcuno” ci aveva insegnato che A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina.