
Il Codacons ha depositato un esposto presso le procure del Veneto, Vicenza compresa, in merito a possibili fattispecie di rialzo fraudolento dei prezzi e manovre speculative su merci. L’azione dell’associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori, ha messo nel mirino i carburanti, sempre più oggetto di rincari a causa del conflitto in Tra Iran e Stati Uniti-Israele.
Le procure interessate dall’esposto sono quelle di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. “Grazie all’iniziativa legale dell’associazione – spiega Codacons -, sarà possibile ora avviare in Veneto indagini penali volte a verificare se sui prezzi al dettaglio di molteplici settori si stiano verificando eventuali speculazioni che sfruttano la situazione in Medio Oriente per aumentare artatamente i listini danneggiando i consumatori”.
Tra le merci oggetto dell’esposto, oltre ai carburanti figurano energia, prodotti agricoli, alimentari e materie prime industriali.
Sul fronte dei carburanti, spiega l’associazione “considerando che in Italia, allo stato attuale, le vendite sulla rete ordinaria sono pari a 23.387,3 milioni di litri annui (circa 64.074.794 litri al giorno) appare evidente come anche incrementi apparentemente contenuti nel prezzo unitario possano generare, su scala nazionale, trasferimenti economici di enorme entità a carico dei consumatori“.
Nel settore agricolo si segnalano “aumenti nei prezzi dei fertilizzanti, delle materie prime agricole e dei prodotti alimentari, con un conseguente incremento dei prezzi al consumo”, come diretta conseguenza del rialzo del costo dei carburanti.
Nel settore industriale “alcuni fornitori di materie plastiche utilizzate per la produzione di bottiglie di acqua minerale avrebbero richiesto aumenti fino al 30% sui prezzi della plastica, con incrementi stimati tra 200 e 250 dollari a tonnellata”, come conseguenza delle tensioni geopolitiche e con le possibili interruzioni delle forniture energetiche.
Infine, per quanto riguarda materie prime usate in ambito edilizio e industriale, rialzi dei listini riguardano il rame con un balzo che sfiora il 40%, il ferro e i profilati di alluminio con listini ritoccati del 20%. Il settore delle costruzioni lamenta poi incrementi del 18% per il conglomerato bituminoso (a fronte di un rialzo del 12% del future alla Borsa di Shanghai) e le membrane, +10% per il calcestruzzo. Nel settore della meccanica alcune plastiche accusano incrementi del 30%. Anche il legno ha iniziato a sentire il clima di tensione con incrementi dei prezzi tra il 10 e il 15%.
Per tali motivi il Codacons ha chiesto alle Procure di disporre sul territorio di competenza l’apertura di accertamenti investigativi volti a verificare, in merito al rialzo dei prezzi delle merci indicate, la dinamica di formazione dei prezzi, “accertando se tali incrementi di prezzo risultino proporzionati e giustificati dalle effettive variazioni dei costi delle materie prime e dei costi di approvvigionamento, e la possibile configurabilità di condotte penalmente rilevanti, con particolare riferimento alle fattispecie previste dagli art. 501 bis cod. pen. e art. 501 cod. pen., nonché di ogni altra ipotesi di reato che dovesse emergere all’esito delle indagini, disponendo accertamenti delegati alla Guardia di Finanza e agli altri organi di polizia giudiziaria competenti, anche mediante l’acquisizione della documentazione relativa ai listini, ai costi di approvvigionamento e alle dinamiche di formazione dei prezzi nelle diverse fasi della filiera economica”.




































