Caregiver familiari, OPSA al Veneto: «Mettere a sistema le esperienze del Progetto ORA»

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caregiver familiari Progetto ORA

Dopo l’approvazione della legge regionale, l’Opera della Provvidenza S. Antonio chiede di valorizzare i servizi già attivi per chi assiste familiari fragili.

I caregiver familiari e il Progetto ORA sono al centro dell’appello rivolto alla Regione Veneto dall’Opera della Provvidenza S. Antonio nella Giornata europea dedicata a chi presta cura. L’OPSA chiede che la nuova legge regionale diventi l’occasione per rafforzare e coordinare le esperienze già presenti. Informazioni sulle attività dell’ente sono disponibili sul sito dell’Opera della Provvidenza S. Antonio.

La norma, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale, riconosce e sostiene le persone che assistono familiari con disabilità o non autosufficienti. La fase decisiva sarà quella attuativa, nella quale la Giunta dovrà tradurre i principi in servizi, risorse e percorsi accessibili sul territorio.

L’appello si collega al confronto già aperto in Veneto sulla legge regionale per i caregiver. Don Roberto Ravazzolo, direttore generale dell’OPSA, invita a non disperdere il patrimonio costruito negli anni in assenza di una cornice organica, partendo proprio dalle pratiche che hanno già prodotto risultati misurabili.

Caregiver familiari, il Progetto ORA in otto centri

ORA significa orientamento, rete e ascolto. Nato come Progetto Alzheimer della Fondazione Cariparo, opera in otto centri delle Ulss 5 Polesana e 6 Euganea, offrendo gratuitamente ascolto, supporto psicologico e formazione ai familiari di persone con demenza. Il primo centro è stato aperto nel 2009 all’OPSA, nella Casa Madre Teresa di Calcutta.

In diciassette anni sono state erogate 30.515 consulenze psicologiche, in presenza, online o telefoniche. Il bilancio comprende inoltre 340 corsi e seminari, 296 gruppi psicoeducazionali e 1.778 utenti presi in carico. I servizi sono presenti nel Padovano e nel Polesine attraverso una rete di strutture residenziali.

Per Ravazzolo, ospitare i centri produce benefici anche per gli operatori, grazie allo scambio di conoscenze e progettualità. Mettere a sistema caregiver familiari e Progetto ORA significherebbe quindi utilizzare un’esperienza già consolidata per dare concretezza alla nuova legge veneta.