
Un iscritto all’Ordine su tre ha più di 65 anni. Il sindacato chiede condizioni di lavoro capaci di attrarre i giovani e valorizzare la presenza femminile.
Il ricambio generazionale dei medici di famiglia deve essere governato e non letto soltanto attraverso i numeri. È la posizione di Mariateresa Gallea, vicesegretaria di FIMMG Padova, dopo i dati sugli iscritti all’Ordine provinciale: un medico su tre ha più di 65 anni, mentre cresce il numero dei professionisti più giovani. Ruolo e attività del sindacato sono descritti sul sito nazionale della FIMMG.
Secondo Gallea, la presenza delle nuove generazioni non risolve automaticamente la futura disponibilità di medici di base. Occorre capire quali percorsi professionali vengano scelti e quali condizioni siano offerte a chi entra nella medicina generale. Organizzazione del lavoro, sostenibilità economica dell’attività e conciliazione con la vita personale sono indicati come fattori decisivi.
Il tema riguarda tutto il Veneto, dove il dibattito investe anche risorse e personale delle medicine di gruppo. Per FIMMG Padova, rendere la professione attrattiva significa dare ai giovani una prospettiva stabile, evitando che la carenza venga affrontata come una semplice sostituzione numerica.
Ricambio generazionale dei medici di famiglia e nuove esigenze
La forte presenza femminile tra i nuovi iscritti richiede, osserva Gallea, modelli organizzativi moderni e capaci di riconoscere esigenze personali e familiari diverse. Non sarebbe soltanto una questione di equità, ma una condizione necessaria per la tenuta del sistema e per la valorizzazione delle competenze disponibili.
Il sindacato richiama inoltre il patrimonio professionale dei medici più esperti: conoscenza dei pazienti, lettura dei casi complessi e relazione di fiducia con le famiglie sono competenze costruite nel tempo. Il passaggio tra generazioni dovrebbe quindi prevedere una reale trasmissione di esperienza.
La conclusione è che distribuzione territoriale, percorsi scelti e qualità del lavoro contino quanto il numero complessivo degli iscritti. Il futuro del ricambio generazionale dei medici di famiglia dipenderà dalla capacità di unire l’esperienza maturata con le competenze e le aspettative di chi sta entrando nella professione.































