Sulla Carenza dei medici di Medicina Generale in Veneto, il Gruppo Pd in consiglio regionale ha illustrato la seconda parte delle ricerca commissionata ad alcuni professionisti.

Se nella prima parte (leggi qui) l’attenzione era stata posta sulla ipotetica diminuzione del numero dei MMG causa pensionamento e scarso turn-over, in questo caso il focus è stato fissato sul maggior carico di lavoro che attende i medici veneti causa invecchiamento della popolazione.

Lo studio snocciola dati e percentuali su residenti suddivisi in fascia e contiene previsioni della loro evoluzione per i prossimi anni (fino al 2041) “con conseguenze in diversi ambiti sanitari e sicuramente nella richiesta di prestazioni di medicina generale”.

“I dati rilevati sul ricorso al medico di famiglia per fascia di età̀ – sottolineano i consiglieri – mostrano con chiarezza come, all’aumentare dell’età̀, crescano anche gli accessi al servizio, come da elaborazione dati Istat.

Nei 12 mesi precedenti la rilevazione, aveva fatto ricorso al medico di famiglia il 90,8% degli over 75; l’87,4% tra i 65/74 anni; il 77% nella fascia 35/64 ed infine il 67% tra le persone di età compresa tra 15 e 34 anni. La fascia d’età̀ ‘over 65’ si conferma quella che più̀ volte contatta il proprio medico di famiglia: il 25% almeno due volte al mese e il 13,8% tre volte o più̀.

Per la fascia d’età̀ 15-34 la percentuale scende al 5,2% per i 2 contatti e al 2% per i 3 o più̀ contatti. Anche questi dati dimostrano che nei prossimi 20 anni il rallentamento demografico non farà̀ diminuire il numero di contatti con il medico di medicina generale. Anzi, il cambiamento in percentuale della composizione dei residenti prospetta uno scenario di incremento. Complessivamente si stima infatti che nel 2041 la popolazione che si rivolgerà̀ al medico di famiglia dovrebbe crescere di 1,5 punti percentuali, passando dal 78% al 79,5%”.

LO studio commissionato dal PD ha anche avidenziato la carenza di medici zona per zona del Veneto.

“La Provincia con il maggior numero è Verona con 142 (24,2% del totale), cui seguono Vicenza (132) e Venezia (91)”, spiegano i consiglieri regionali del Partito Democratico, Giacomo PossamaiVanessa Camani, Anna Maria BigonFrancesca Zottis, Jonatan Montanariello e Andrea Zanoni.

“Come Gruppo Pd – dicono -, vogliamo avanzare una serie di proposte mirate alla fuoriuscita dall’emergenza e al ripristino di una rete di medici di famiglia adeguata alle crescenti esigenze della popolazione che vive in Veneto. La piattaforma delle misure che vogliamo mettere sul tavolo comprende innanzitutto quelle relative agli investimenti per rafforzare il fronte degli ambulatori e quello del personale di segreteria e infermieristico, a sostegno ai MMG, tutto questo per agevolare l’attivazione di medicine di gruppo, medicine di gruppo integrate e micro-team.

Ma nel pacchetto che è stato illustrato spiccano anche gli incentivi ai medici che lavorano e scelgono di lavorare in aree disagiate, assieme alla predisposizione di un adeguato numero di borse per la formazione dei MMG (almeno 600 nei prossimi due anni, 1200 nei prossimi 5).

Punto fermo quello del raggiungimento dei massimali di assistiti per medico: solo in via eccezionale e per il tempo strettamente necessario al superamento della fase emergenziale.

Infine, si ritengono utili altri interventi, ritenuti indispensabili, quali gli stanziamenti a favore della telemedicina e dell’ammodernamento tecnologico; l’introduzione della specializzazione universitaria, rendendo maggiormente attrattiva la professione, dotandola di margini più ampi in termini di possibilità di carriera; l’accelerazione nell’attivazione delle Case di Comunità̀ e nella riorganizzazione del sistema delle cure primarie”.

In merito al tema della Carenza medici in Veneto c’è da segnalare che domani, mercoledì 16 novembre 2022, alle 12 e 30 è previsto il “punto stampa” dell’assessore alla sanità della Regione, Manuela Lanzarin, “sulla reale situazione della medicina di base in Veneto”.