Questa amministrazione non ha brillato negli interventi a favore della mobilità urbana sostenibile e, in particolar modo, a favore della ciclabilità – dichiarano nella nota sulle ciclabili alberate che pubblichiamo i consiglieri di “Per una grande Vicenza” – Le piste ciclopedonali urbane venute alla luce degli ultimi quattro anni sono pochissime, come pochi sono stati gli interventi di manutenzione alle ciclabili già esistenti. Un approccio sbagliato, che non tiene conto degli effetti benefici sul traffico, sull’inquinamento e sulla salute delle persone che una mobilità sempre più su due ruote, o sue due piedi, porta con sé.

Ma un altro aspetto balza all’occhio confrontando le più recenti arterie ciclopedonali con quelle più datate: le più recenti sono infatti per lo più sprovviste di alberature e luoghi per la sosta. La scelta è a volte motivata dagli spazi angusti in cui si ricavare la nuova corsia, ma forse anche dalla volontà di ridurre i costi, quelli di realizzazione e ancor di più di manutenzione.

Qualunque sia la motivazione, si tratta di una scelta poco lungimirante. Ce ne accorgiamo soprattutto in questi giorni di caldo estremo, con la città immersa in una perdurante bolla di calore.

Le ciclopedonali non sono solo vie di comunicazione; sono anche spazi di socialità, luoghi dove fare attività fisica o una passeggiata con i figli o il proprio cane. Se sono luoghi poco accoglienti, diventano anche meno fruibili.

Le ondate di calore ormai si susseguono da maggio a ottobre, per sei mesi l’anno e in alcuni giorni alle persone viene addirittura sconsigliato di uscire di casa; la popolazione cittadina, poi, invecchia sempre di più, ed è quindi necessario prevedere punti di riposo, con panchine all’ombra e fontane per l’acqua.

Le ciclabili alberate potrebbero essere considerata come un parco esteso non in larghezza, ma in lunghezza, con i conseguenti effetti positivi sull’ambiente e di contrasto alle bolle di calore.

E’ evidente  e sconsolante la differenza tra le ciclabili più recenti e quelle più datate. Via Martiri delle foibe, nel tratto verso San Pio X e Stanga, quello più “vecchio”, è alberato e provvisto di punti di sosta; ma il tratto di più recente realizzazione, verso il Tribunale, è una lingua desolata di asfalto.

In Via Generale Dalla Chiesa e in Via Ragazzi del ’99 le alberature sono frequenti e rigogliose, mentre in Viale della Pace, Strada di Bertesina e di Ospedaletto non si trova un filo d’ombra dal loro inizio alla fine.

Anche nel recentissimo tratto che passa sul retro del Teatro Comunale, tra Via Battaglione Framarin e Via Cairoli, non un albero né una panchina.

Anche le ciclabili periferiche non se la passano bene: se la Casarotto, in Riviera Berica, è stata in parte alberata tra il 2011 e il 2013 ed è provvista di alcuni sporadici punti di sosta, la pista che costeggia la ferrovia Vicenza-Schio, nel tratto in territorio comunale, non ha né un albero né una panchina.

Per questo motivo i consiglieri del gruppo “Per una grande Vicenza” chiedono al Sindaco e alla Giunta per le ciclabili alberate di

    • prevedere alberature laterali per qualunque prossimo progetto di pista ciclabile o ciclopedonale;
    • prevedere la possibilità di inserire nuove alberature nelle piste ciclabili o ciclopedonali già esistenti in occasione di interventi di manutenzione;
    • nelle piste extraurbane, di collegamento con gli altri comuni contermini, prevedere la realizzazione di punti di sosta (panchine e fontane per l’acqua).

I consiglieri comunali

Cristiano Spiller, Otello Dalla Rosa, Alessandra Marobin, Raffaele Colombara