Cittadinanza a Cadoneghe, Mosco difende Schiesaro e attacca la giunta Giordani

16
VENEZIA 10-12-2025.PALAZZO FERRO FINI.UFFICIO STAMPA CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO.. NELLA FOTO: IL CONSIGLIERE ELEONORA MOSCO

Eleonora Mosco interviene sul caso della cittadinanza a Cadoneghe: sostiene la scelta del sindaco Marco Schiesaro e chiede alla giunta di Padova di riconoscerne la correttezza.

Il confronto sulla cittadinanza a Cadoneghe approda in Consiglio regionale. Eleonora Mosco, vicepresidente del gruppo Stefani Presidente, afferma che il Viminale avrebbe confermato la correttezza della decisione assunta dal sindaco Marco Schiesaro. La dichiarazione è stata diffusa dal Consiglio regionale del Veneto e si inserisce nel dibattito politico raccontato da ViPiù.

Secondo Mosco, la cittadinanza italiana rappresenta il punto di arrivo di un percorso di integrazione e richiede la conoscenza della lingua, oltre alla consapevolezza dei diritti e dei doveri previsti dalla Costituzione. La consigliera sostiene che chi pronuncia la formula di giuramento debba comprenderne personalmente il significato, senza dipendere da un interprete.

Cittadinanza a Cadoneghe, lo scontro politico

Mosco critica le parole con cui il sindaco di Padova Sergio Giordani aveva definito giovane e inesperto il collega di Cadoneghe. A suo giudizio, i chiarimenti attribuiti al Ministero dell’Interno smentirebbero quel giudizio e imporrebbero alla maggioranza padovana una revisione della posizione assunta.

La consigliera condanna inoltre le offese rivolte a Schiesaro dal responsabile della comunità somala, sostenendo che nessuna differenza culturale o religiosa possa giustificare attacchi personali a un amministratore nell’esercizio delle sue funzioni.

Nel suo intervento Mosco richiama anche la visita a Cadoneghe del vicepremier Matteo Salvini, interpretandola come un sostegno politico al sindaco. La posizione resta attribuita alla consigliera e si colloca nel confronto tra centrodestra e centrosinistra sulla gestione del caso.

La vicenda della cittadinanza a Cadoneghe rimane così al centro di una polemica che coinvolge amministrazioni comunali, Regione e Governo. Il nodo è il rapporto fra requisiti linguistici, comprensione del giuramento e responsabilità dell’ufficiale di stato civile.