Cloe Bianco, interrogazione di Camani (PD) si scontra in aula con il “gelo” della Donazzan

562
Cloe Bianco
Cloe Bianco

Si è discusso del caso di Cloe Bianco oggi nell’aula del Consiglio della Regione Veneto, riportando d’attualità la vicenda.

Cloe Bianco, all’anagrafe Luca Bianco, è la professoressa trans che si è tolta la vita l’11 giugno 2022, dandosi fuoco all’interno del furgone-camper nel quale viveva dopo essere stata allontanata dall’insegnamento. Su un suo blog aveva scritto un messaggio in cui preannunciava l’intento di farla finita.

La vicenda – lo ricordiamo – aveva generato commozione ma anche polemiche che, nel caso di specie, avevano investito l’assessore della Regione Veneto Elena Donazzan, titolare delle materie Istruzione e Pari Opportunità (qui un resoconto di ViPiù risalente a quel periodo).

Elena Donazzan Cloe Bianco trans
Elena Donazzan sulla vicenda di Cloe Bianco

In sostanza, la Donazzan aveva preannunciato provvedimenti contro l’insegnante che aveva fatto coming-out in classe, rivelando la sua vera natura, quella che sentiva essere “sua” e provocando le lamentele di alcuni genitori, rivoltisi proprio alla politica di Bassano del Grappa, la quale, sotto attacco, aveva dichiarato: “Dire che si è omosessuali è una affermazione, presentarsi in classe, perché questo accadde, con una parrucca bionda, un seno finto, una minigonna ed i tacchi è un’altra cosa. Venne usato allora come bandiera di grande coraggio e oggi viene usato in morte per fare una polemica tutta politica, perché sono di Fratelli d’Italia. Ho definito Cloe Bianco un uomo vestito da donna e cos’è se non questo? Oggi a Milano c’è il sole o la pioggia? Qui c’è il sole e anche se volessi la pioggia il sole splende nel cielo“.

Ma torniamo ai fatti odierni. Come afferma Vanessa Camani, consigliera regionale del Partito Democratico: “Da parte dell’assessore regionale Donazzan è arrivata oggi in Aula una conferma: la Regione del Veneto non vuole garantire diritti, tutele e dignità alle persone impegnate in un percorso di transizione di genere”.

Ma cosa è successo? La Camani è prima firmataria di una interrogazione discussa oggi in Consiglio regionale e che aveva al centro proprio il caso di Cloe Bianco.

“Finalmente – sottolinea l’esponente Dem – a distanza di mesi da quella dolorosa vicenda, fatta di discriminazioni e mancate tutele, l’interrogazione è stata affrontata in Aula. Ma la risposta dell’assessore è stata desolante. In primo luogo, non abbiamo avuto alcuna assicurazione sull’intenzione di dare piena applicazione alla Legge regionale che prevede l’assistenza sanitaria e psicologica per le persone transessuali. Una legge approvata dal Consiglio e che dal 1993 non viene applicata per chiara scelta politica. Una lesione gravissima del diritto delle persone che scelgono un percorso di transizione e la negazione altrettanto grave del compito istituzionale di applicare le leggi”.

Vanessa Camani, vicecapogruppo del Pd In Consiglio regionale del Veneto
Vanessa Camani, vicecapogruppo del Pd In Consiglio regionale del Veneto

E ancora: “Donazzan – sostiene Vanessa Camani – non è adeguata ad affrontare questioni delicate come questa, che toccano direttamente la vita delle persone. C’è indubbiamente un piano operativo, che riguarda la necessità di mettere a disposizione servizi opportuni, ma c’è anche un piano politico e culturale, rispetto al quale le istituzioni dovrebbero adoperarsi attivamente per contrastare discriminazioni e violenze. Anche su questo la Donazzan ha dato risposte gravemente inadeguate: pensare che possa bastare, per svolgere questa funzione, l’attività della commissione regionale per le Pari opportunità e della Consigliera di parità, esprime tutta la dimensione dell’inadeguatezza.

Discriminare le persone per la loro identità di genere o per qualsiasi altro elemento della loro identità sessuale, non riconoscerne la dignità, non contribuire a costruire una società più inclusiva, sono comportamenti inaccettabili – conclude Vanessa Camani -. E ciò vale anche per quelle istituzioni che, di fronte a questi fatti, si girano dall’altra parte”.