La “strana” vertenza dei collaboratori Athesis (GdV e Arena di Verona): una pioggia di solidarietà (anche la nostra), ma senza spazio “in casa loro”

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collaboratori athesis

C’è qualcosa di strano nella vertenza in corso per i collaboratori non contrattualizzati del gruppo Athesis, che, pure, grazie a un contratto a dir poco “originale”, vengono definiti dall’editore “collaboratori strategici“. Appare strano il fatto che sulle testate interessate, Il Giornale di Vicenza e L’Arena di Verona, non ve ne sia traccia.

È consuetudine che in casi come questo la questione trovi spazio sulle pagine dei giornali o dei siti interessati. Fosse anche solo una breve in una delle ultime pagine. Di solito, si concede la pubblicazione del comunicato dei Comitati di redazione, come quello breve ed essenziale che è stato diffuso nei giorni scorsi (leggi qui).

Meno di una dozzina di righe dalle quali anche ViPiù ha preso le mosse per dare risalto a una vicenda che merita attenzione e che è comune a molte altre realtà nel nostro Paese (ne abbiamo scritto qui). Ma questa è una divagazione.

Prima di proseguire, è necessario ribadire la nostra solidarietà ai colleghi di Giornale di Vicenza e Arena, estendendola a tutte le posizioni precarie che popolano il mondo del giornalismo. E senza ipocrisia alcuna. Sono molti i colleghi, credo, che hanno provato sulla loro pelle lo sfruttamento. Uno sfruttamento del lavoro giornalistico fatto di contratti e formazione mancanti, di retribuzioni da fame e, in alcuni casi, anche di non-retribuzioni.

Tornando al caso in questione, fa strano – dicevamo – che questa vertenza dei collaboratori “strategici” del Gruppo Athesis non abbia avuto risalto “in casa propria”, nonostante un flusso non indifferente di attestati di solidarietà provenienti da molteplici ambiti della società, in particolare quelli politico e sindacale.

A proposito di politica, ci concediamo un’altra divagazione: ieri avevamo sottolineato (qui) come molti politici veneti avessero espresso il loro disappunto sulla questione a margine del consueto incontro di fine anno con gli operatori dell’informazione, “presieduto dal presidente dell’assemblea Roberto Ciambetti che – riportavamo -, pur parlando di precariato del settore non ha fatto riferimenti espliciti alla questione del gruppo Athesis“.

Oggi, annotiamo anche che l’ennesimo caso di precariato nel mondo del giornalismo esplode praticamente in concomitanza con il sì della Camera a quella che molti tacciano come “Legge Bavaglio” per la cronaca giudiziaria. Ovvero l’approvazione di un emendamento firmato da Enrico Costa di Azione che vieta di pubblicare i contenuti di un’ordinanza di custodia cautelare. Un documento fondamentale perché, fatta salva la presunzione d’innocenza, contiene i fatti (i benedetti fatti, ndr) di una indagine (approfondisci).

Chiusa la seconda divagazione, forniamo un altro appunto. Qualche ore prima ancora, Athesis aveva lodato, ma sostanzialmente accompagnato alla porta l’amministratore delegato Matteo Montan, protagonista tra l’altro (leggi qui), per lo stesso editore Athesis, che fa capo a Confindustria Vicenza e Confindustria Verona e che ha appena acquistato da Gedi La Gazzetta di Mantova, del riposizionamento strategico del Gruppo stesso e della sua trasformazione in una moderna media company protagonista nel ricco territorio delle province di Brescia, Mantova, Verona e Vicenza. Anche qui una mossa per risparmiare, come si fa coltivando la precarietà di chi fattivamente i giornali li scrive?

Infine, poniamo allora un dubbio, frutto di una interpretazione costruita grazie all’osservazione delle dinamiche che interessano il mondo imprenditoriale del ricco territorio, di cui si diceva poc’anzi allargato al Nord Est, oltre che quello dell’editoria.

E se c’entrasse l’interesse, tutt’altro che sconosciuto, di Nord Est Multimedia (Nem), società promossa da Banca Finint del presidente Enrico Marchi, ad espandere la sua influenza sul mondo dell’informazione di questo territorio del Nord Est dell’Italia con possibili conflitti di interesse a Vicenza («Giacomo Possamai più di Fassino di “abbiamo una banca?”: a Vicenza Banca Finint di Marchi con Paolo Possamai a capo anche media NEM nordest»), dove il sindaco Giacomo Possamai è figlio di Paolo Possamai, direttore editoriale proprio del soggetto, Nem appunto, che ha chiuso alcuni mesi fa l’acquisizione da Gedi dei sei quotidiani di Veneto e Friuli Venezia Giulia lasciando ad Athesis La Gazzetta di Mantova, i cui collaboratori non paiono sul piede di guerra come i nuovi colleghi del GdV e de L’arena di Verona.

Noi ne abbiamo scritto anche in precedenza (Nem, lettere al comitato redazione di Tva Vicenza e Telechiara. Pietrobelli sul FQ: “La coppia Marchi-Possamai guida lo tsunami”) e continueremo, come si diceva un tempo nelle redazioni, a tenere l’orecchio a terra.