
Il corso di AI prosegue a Spazio Aperto sabato 24 e sabato 31 ottobre alle 11 dopo che sabato scorso il docente ha illustrato come come funziona di base l’intelligenza artificiale si passerà alla formulazione delle richieste più efficaci.
Corso di AI: cosa è emerso e cosa accadrà il 24 e 31 ottobre
Il corso di AI proseguirà sabato 24 e sabato 31 ottobre, sempre alle 11, a Spazio Aperto, in viale Verona 35 a Vicenza. I nuovi appuntamenti seguiranno la seconda lezione, durante la quale esempi ed esercitazioni hanno mostrato capacità, limiti e possibili errori degli strumenti generativi.
Il percorso è curato dal tecnico e divulgatore scientifico Alessandro Dai Zotti, con il coordinamento del nostro direttore, Giovanni Coviello, giornalita e ingegnere. Il programma del corso di AI punta a fornire conoscenze pratiche, evitando sia l’entusiasmo acritico sia il rifiuto pregiudiziale della tecnologia.
L’AI non ragiona come una persona
La lezione di sabato scorso ha chiarito un punto fondamentale: un sistema generativo non conosce la realtà come un essere umano, ma elabora statisticamente le informazioni e costruisce la prosecuzione più plausibile di una richiesta.
Per descriverne il funzionamento è stato utilizzato anche il verbo “indovinare”. Non significa che lo strumento risponda casualmente, ma che seleziona parole e soluzioni sulla base delle relazioni apprese durante l’addestramento. Una risposta linguisticamente convincente, quindi, non è necessariamente corretta.
Un’equazione sbagliata e corretta dopo la richiesta di verifica
Tra gli esempi presentati durante il corso di AI vi è stato un semplice problema matematico. Lo strumento ha inizialmente indicato una soluzione errata, esprimendola però con sicurezza.
Quando gli è stato chiesto di spiegare il procedimento e controllare nuovamente il risultato, ha riconosciuto l’errore e fornito la soluzione corretta. L’esercizio ha mostrato l’utilità di domandare sempre una motivazione e di non fermarsi alla prima risposta.
La stessa domanda può produrre risultati differenti
Un altro esperimento ha riguardato la ricerca del “miglior caffè di Vicenza”. La medesima richiesta, rivolta più volte o a sistemi diversi, ha generato risposte non coincidenti.
La ragione risiede nella formulazione troppo generica: il concetto di “migliore” può riferirsi alla qualità del caffè, all’ambiente, alle recensioni, alla posizione o alle preferenze personali. Per ottenere un risultato utile occorre quindi definire criteri, zona, esigenze e tipo di esperienza ricercata.
Una prova sulla scelta di una destinazione per una gita fuori Vicenza ha invece prodotto indicazioni abbastanza prevedibili e convenzionali. Anche in questo caso, senza informazioni su distanza, interessi, mezzi disponibili e tempo a disposizione, lo strumento tende a proporre le soluzioni statisticamente più frequenti.
Risposte plausibili, anacronismi e informazioni inesistenti
Alla domanda su che cosa facessero le persone quarant’anni fa, il sistema ha restituito una descrizione generalmente credibile, ma con alcuni riferimenti generici e potenzialmente anacronistici. L’esempio ha evidenziato come l’AI possa mescolare elementi compatibili con epoche differenti senza segnalare l’incertezza.
Ancora più significativo è stato il tentativo di conoscere in tempo reale il numero dei visitatori presenti al Teatro Olimpico. Se un dato non è pubblico o non è accessibile, la risposta corretta dovrebbe essere “non lo so”. Alcuni sistemi, invece, possono elaborare stime non richieste e presentarle come se fossero informazioni attendibili.
Diverso il caso di una sintesi su un argomento ampiamente documentato: quando dispone di molte fonti coerenti, l’intelligenza artificiale può produrre rapidamente un testo ordinato. Resta comunque necessario controllare precisione, aggiornamento e provenienza delle informazioni.
Come chiedere controlli e fonti
Dalle prove è emersa una prima serie di accorgimenti: chiedere allo strumento di spiegare il ragionamento, controllare nuovamente la risposta, indicare gli aspetti incerti, non inventare informazioni mancanti e fornire le fonti utilizzate.
Le fonti, però, devono essere aperte, verificabili e verificate dall’utilizzatore. Anche un riferimento presentato in modo credibile può essere incompleto, non pertinente o inesistente.
L’esigenza di sviluppare competenze critiche nell’impiego di questi strumenti è richiamata anche dalla Commissione europea nelle iniziative dedicate all’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale.
Memoria, personalizzazione e privacy
La lezione ha affrontato anche la memoria dei sistemi e la personalizzazione delle risposte. Un assistente AI che conserva informazioni sulle precedenti conversazioni può adattare meglio il linguaggio e i suggerimenti, ma pone questioni relative alla riservatezza e alla gestione dei dati personali.
È stato richiamato anche l’effetto Forer, cioè la tendenza a riconoscersi in descrizioni abbastanza generiche da sembrare costruite appositamente per chi le legge. Una risposta percepita come personale e precisa non deve quindi essere scambiata automaticamente per un’analisi fondata.
L’AI non sostituisce il professionista
Gli esempi nei settori medico e legale hanno ribadito il confine tra supporto e responsabilità. L’intelligenza artificiale può aiutare a organizzare informazioni, preparare domande o comprendere termini complessi, ma non sostituisce il medico, l’avvocato o un altro professionista qualificato.
Il corso di AI mette quindi al centro la responsabilità dell’utilizzatore: lo strumento può accelerare alcune attività, ma non risponde delle conseguenze provocate da un dato errato o da una decisione presa senza le necessarie verifiche.
Le lezioni del 24 e 31 ottobre
Il 24 ottobre, con Mettiamoci alla prova: come chiedere bene, saranno confrontate domande generiche e istruzioni più precise per comprendere quali informazioni, criteri e vincoli permettano di ottenere risultati realmente utili.
Il 31 ottobre il lavoro sarà dedicato al controllo delle risposte: errori, omissioni, affermazioni non verificate e fonti da controllare. I partecipanti saranno chiamati a riconoscere testi formalmente convincenti ma sostanzialmente inaffidabili.
Una singola lezione costa 6 euro; la partecipazione a entrambe le lezioni ancora in programma costa complessivamente 10 euro.
I prossimi incontri del corso di AI sono dunque fissati per sabato 24 e sabato 31 ottobre alle 11, a Spazio Aperto, in viale Verona 35 a Vicenza. Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a info@laltrastampa.com oppure telefonare allo 0444 1151016.
Spazio Aperto, redazione, editoria e incontri per la città
Spazio Aperto ospita la redazione di VicenzaPiù, i libri e i servizi editoriali di L’Altra Stampa srl, oltre a volumi e riviste dedicati soprattutto a Vicenza e scritti da autori vicentini.
La novità dell’iniziativa è rappresentata dagli incontri: presentazioni, corsi e dibattiti possono essere organizzati direttamente oppure proposti e realizzati da associazioni, gruppi e cittadini. La sede riunisce così informazione, editoria e partecipazione in un luogo aperto alla città.
Il video della lezione del 17 ottobre
La registrazione integrale della seconda lezione fornita agli iscritti a pagamento può essere vista nel video dell’incontro a Spazio Aperto pubblicato di seguito per i nostri abbonati Premium.
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