Criminalità organizzata, Zanoni (PD): “Mafia sempre più strutturata ma sempre più invisibile: pericolo vero per l’economia veneta”

Il no alla mafia in Veneto
Il no alla mafia in Veneto
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“La criminalità organizzata è sempre più strutturata in Veneto ma al tempo stesso sempre meno visibile e questo rappresenta il vero pericolo. Non ha bisogno di gesti eclatanti per mangiarsi fette rilevanti della nostra economia e con i soldi del Recovery Fund in arrivo ci sarà bisogno di rafforzare le azioni di contrasto e renderle più efficaci. La relazione di martedì del professor Antonio Parbonetti dell’Università di Padova ha tracciato un quadro ben poco rassicurante: le mafie hanno affinato le strategie di infiltrazione e sono pienamente radicate”.

Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Veneto
Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Veneto

Andrea Zanoni, Consigliere regionale del Partito Democratico e Presidente della Quarta commissione consiliare che ha tra le proprie competenze la promozione della legalità, torna sull’audizione di due giorni fa, con al centro la presenza della criminalità organizzata e mafiosa in Veneto, sotto l’aspetto economico, giuridico e sociale. “I numeri sono impressionanti – ricorda il Consigliere – analizzando 21 operazioni di polizia giudiziaria, sono 386 le aziende criminali operanti in Veneto e riconducibili in primis alla ‘ndrangheta, 226, e quindi alla camorra. Ben 215 si trovano in provincia di Venezia, seguita da Treviso con 65, Padova a quota 57 e Verona con 26, con un giro di affari di due miliardi. Sono attive soprattutto nel settore edile (34,8%), commerciale (13,6%) e immobiliare (12,7%), in percentuale superiore alle altre regioni italiane, così come per quanto riguarda il manifatturiero e le aziende operanti nel settore ‘servizio acqua e rifiuti’, un dato particolarmente inquietante. Il giro di affari è di 1,5 miliardi e dalla relazione emerge come il Veneto, insieme a Lombardia ed Emilia-Romagna contribuisca a generare la maggior parte, oltre il 60%, del fatturato, con circa il 43% degli investimenti”.

“Oltre ai numeri – prosegue Zanoni – a preoccupare enormemente è la strutturazione su doppio binario, con attività illecite e lecite, di copertura, che rendono le aziende criminali più difficili da intercettare. E l’arrivo delle risorse collegate al Recovery Fund rappresenta un’occasione imperdibile per incrementare il giro di affari. Per questo crediamo sia indispensabile che tutte le istituzioni alzino le antenne e vigilino con maggiore incisività: se non combattiamo la mafia seriamente ci troveremo con un mostro in casa sempre più forte. Mostro favorito dalla situazione economica conseguente al Covid: il calo dei ricavi, l’impossibilità di ridurre almeno una parte dei costi fissi e i problemi di liquidità rende un numero crescente di imprese particolarmente vulnerabili”.

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