
Il crollo del canale privati (-10% da inizio anno) segna la fine di un’era. Prezzi alti, incertezza tecnologica e svalutazione spingono verso l’uso. Noleggio Semplice: “Il concetto di proprietà è superato, il futuro è pagare solo per l’utilizzo dell’auto”.
Milano – C’era una volta l’auto di proprietà, status symbol e investimento immancabile per la famiglia italiana. Quell’epoca sembra essere arrivata al capolinea. I dati di novembre 2025 certificano una tendenza ormai irreversibile: gli italiani smettono di comprare auto. Il canale dei privati, ovvero le immatricolazioni intestate a persone fisiche, ha perso un altro 4% a novembre. Ma il dato drammatico è quello progressivo: da gennaio a novembre 2025 mancano all’appello 84.000 immatricolazioni private rispetto allo stesso periodo del 2024, un crollo del 10%. La quota di mercato dei privati si è ridotta al 53,9%, perdendo 4,4 punti percentuali in un solo anno. Se confrontiamo i dati con il 2019, l’anno pre-pandemia, il mercato ha perso complessivamente 350.000 targhe.
Perché non si compra più?
Le ragioni di questa “sciopero degli acquisti” sono molteplici e interconnesse.
- Prezzi alle stelle: L’inflazione automobilistica ha reso le utilitarie beni di lusso.
- Il caos motorizzazioni: Benzina, Diesel, Ibrido, Elettrico? Il consumatore è confuso. Comprare un diesel oggi significa temere blocchi del traffico domani.
- Il rischio svalutazione: L’evoluzione tecnologica è talmente rapida che un’auto acquistata oggi rischia di valere pochissimo tra 4 anni.
La risposta del mercato: Km0 e Noleggio
Per compensare la fuga dei privati, le case auto stanno gonfiando il canale delle “auto-immatricolazioni” (o Km0), cresciuto dell’11% per uso proprio a novembre. È un palliativo: macchine targate dai concessionari per fare volume.
Ma la vera risposta strutturale a questa crisi è il passaggio dal CAPEX (spesa in conto capitale) all’OPEX (spesa operativa): ovvero il Noleggio a Lungo Termine. “Non è che gli italiani non abbiano più bisogno di muoversi, è che non vogliono più possedere il mezzo con cui lo fanno,” spiega Alessandro Borrelli, General Manager di Noleggio Semplice, osservatorio privilegiato su queste dinamiche. “Fino a qualche anno fa, il nostro cliente tipo era l’azienda o l’agente di commercio. Oggi riceviamo migliaia di richieste da famiglie, neopatentati, pensionati. Hanno capito che immobilizzare 25.000 euro per un’auto che si svaluta non ha senso finanziario. Con il noleggio, pagano un canone onnicomprensivo e, alla fine del contratto, restituiscono l’auto senza pensieri. È la ‘Netflixizzazione’ della mobilità.”
Il caso Dacia vs Tesla
L’analisi dei marchi preferiti dai privati è emblematica. Dacia domina il canale con una quota del 94,7% delle proprie vendite destinata ai privati, confermandosi l’ultimo baluardo dell’auto accessibile “no frills”. Dall’altra parte, marchi premium o fortemente innovativi vedono quote di noleggio (tra lungo e breve termine) sempre più alte. Cupra, ad esempio, immatricola quasi il 57% delle sue vetture tramite noleggio a lungo termine, BMW il 43%. Questo dimostra che per guidare auto di livello superiore, la proprietà non è più la strada maestra.
Il 2025 si chiuderà con un mercato stagnante nei numeri ma rivoluzionario nella sostanza. La proprietà privata dell’auto sta diventando una nicchia per chi cerca l’ultra-low cost (Dacia) o per chi ha disponibilità molto elevate.
Per tutto ciò che sta nel mezzo, il futuro si chiama canone mensile. “La transizione è appena iniziata,” conclude Borrelli. “Man mano che le auto diventeranno sempre più dei ‘device’ tecnologici su ruote, il concetto di possesso diventerà obsoleto come comprare i DVD invece di avere l’abbonamento allo streaming.”

































