Marmolada, crolla ghiaccio: morti, feriti e dispersi. Ass. Bottacin: “sul posto soccorritori con unità cinofile”. Riscaldamento globale non si ferma

Un drammatico evento ha appena coinvolto la Regina delle Dolomiti: è infatti crollato un ampio seracco (una formazione tipica di un ghiacciaio, a forma di torre o di pinnacolo, derivante dall'apertura di crepacci) sulla Marmolada nei pressi di Punta Rocca, lungo l'itinerario di salita della via normale per raggiungere la vetta, causando morti e feriti di cui potete trovare qui gli aggiornamenti.

Il disastro del ghiacciaio della Marmolada conferma, se ancora ve ne fosse bisogno, quanto sia sempre più impellente prendere coscienza, prima, degli effetti catastrofici del riscaldamento globale, di certo una (se non la principale) delle cause del crollo e delle vittime, e, poi, ma sempre con un già preoccupante ritardo sui tempi, attuare le misure per ripristinare nel tempo, che si fa sempre più stretto, l'equilibrio della natura.

A caldo, ed è un casuale ma drammatico bisticcio di parole, è intervenuto sul fatto di cronaca l’Assessore alla Protezione Civile della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin, che ha detto: “Sono in contatto con il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, per tenerlo informato, e con il Capo della Delegazione del Soccorso Alpino Alex Barattin. Per la parte veneta sono già operativi i 2 elicotteri del Suem 118 della Ulss di Belluno. Operativo è anche uno degli elicotteri della Protezione Civile della Regione del Veneto per trasportare squadre dei soccorritori alpini con unità cinofile sul posto. Tutte le squadre del soccorso alpino della zona sono state attivate. Già recuperati i primi feriti”.

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