
Venti amministrazioni comunali del Veneto hanno deciso di sostenere e promuovere nei propri territori la proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta. L’iniziativa rientra nella campagna nazionale “Un’altra difesa è possibile”, promossa dalla Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile, dalla Rete Italiana Pace e Disarmo e da Sbilanciamoci!.
La proposta è stata depositata in Corte di Cassazione il 16 marzo 2026 e punta a creare una struttura nazionale dedicata alla difesa civile alternativa a quella militare, valorizzando realtà già operative come il Servizio civile universale, i Corpi civili di pace e la Protezione civile. Il progetto prevede inoltre la possibile costituzione di un Istituto di ricerca su pace e disarmo.
L’obiettivo: una difesa alternativa finanziata dai cittadini
Secondo i promotori, l’iniziativa mira a dare concreta attuazione ai principi contenuti nella Costituzione italiana, a partire dal ripudio della guerra sancito dall’articolo 11. La proposta prevede che i cittadini possano destinare una quota delle proprie imposte al finanziamento della difesa civile non armata attraverso una specifica opzione fiscale nella dichiarazione dei redditi.
La campagna richiama inoltre quanto stabilito dalla Corte Costituzionale e dalle normative che riconoscono forme di difesa della Patria diverse da quelle esclusivamente militari.
L’adesione dei Comuni veneti per la difesa civile non armata
Le amministrazioni comunali che hanno aderito al sostegno della proposta evidenziano la coerenza dell’iniziativa con la Legge regionale 35 del 2018, “Veneto, terra di pace”, che afferma il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali e promuove la pace come diritto fondamentale.
Nel documento condiviso dai Comuni si sottolinea come l’attuale contesto internazionale, segnato da conflitti e tensioni geopolitiche, renda necessario rafforzare strumenti di protezione delle comunità basati sulla prevenzione, sulla cooperazione e sulla difesa non armata.
“In una situazione geopolitica sempre più instabile – si legge nel comunicato – riteniamo doveroso proteggere le comunità che rappresentiamo anche attraverso una difesa non armata”.
I Comuni che hanno aderito
Tra gli enti locali che sostengono la campagna figurano i Comuni di Padova, Abano Terme, Montegrotto Terme, Ponte San Nicolò, Camponogara, Dolo, Mira, Verona, Caldiero, Povegliano Veronese, Vicenza, Caltrano, Carrè, Chiuppano, Longare, Marano Vicentino, Monticello Conte Otto, Santorso, Thiene, Valdagno, Valli del Pasubio e Zugliano.
I promotori invitano i cittadini a informarsi sulla proposta di legge e a sottoscriverla attraverso gli strumenti digitali di identificazione SPID o Carta d’Identità Elettronica.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale della campagna.






































