Elenco alcune domande precise, da un punto di vista politico/economico - ci riscrive il lettore Franco Padoan -, sulla genesi del crac delle banche venete e non solo e sugli effetti devastanti per i loro soci risparmiatori che chiedo abbiano una risposta nel confronto da me già richiamato su queste pagine e auspicato dall’on. Pierantonio Zanettin, candidato al Senato nel collegio Veneto 2 (Vicenza, Verona e Padova), con l'on. Enrico Letta, che punta al ritorno in parlamento anche nel collegio plurinominale di Vicenza, e, perché no, con altri vicentini già parlamentari al tempo delle crisi bancarie locali e ora ricandidati.
A me basta ci dicano (Letta o meglio ancora Renzi, all’epoca Capo del Governo, e tutti i parlamentari vicentini, alcuni coinvolti spesso solo come spettatori, oltre che qualche amministratore locale dei tempi a cui ci riferiamo):
- perché abbiamo passivamente recepito per le banche popolari le imposizioni europee, senza pretendere i necessari tempi tecnici per attuarle armonicamente e senza traumi economici-finanziari
- perché non si è agito come la Germania (che ha salvato tutte le sue Volksbanken, (Banche popolari appunto): o la Germania è stata più avveduta, oppure in Europa i suoi politici contano e/o sono più abili dei nostri
- perché le banche venete (BPVi e Veneto Banca e prima ancora l'Antonveneta) sono state lasciate al loro destino, bruciando tra l’altro i risparmi dei loro clienti che avevano sottoscritto azioni
- perché si sono aiutate con massicci interventi o con amnesie nei controlli altre banche (tra cui il Monte Paschi di Siena, regnanti Renzi in politica e Visco in Banca d'Italia oltre che, prima, Draghi) con evidenti e inspiegabili discriminazioni
- ed altri perché ancora…
A Lei, direttore, e alla sua professionalità di esperto giornalista e conoscitore dei fatti in oggetto chiedo di provare a riuscire a realizzare questa “sfida”, che certamente interesserebbe un ampio numero di persone, facendo concentrare la loro attenzione sulle vere cause di quanto accaduto sulla loro pelle e non su banalità e solite promesse elettorali.
Con stima e viva cordialità.
Franco Padoan

Gentile lettore, siamo semplicemente d'accordo con lei sulla necessità che il tema della banche venete e non solo venga affrontato in un pubblico dibattito (se ci sono problemi di sedi e tempi ViPiu.it è pronto ad organizzarlo anche con i metodi online ormai usuali oppure, almeno, ad accogliere le risposte su queste pagine) da tutti i parlamentari vicentini che si ricandidano (e, quindi, spettatori o attori "politici" dei crac di BPVi, Veneto Banca etc. e dei salvataggi di MPS, Banca Popolare di Bari etc.) e da quelli, come Enrico Letta e Carlo Calenda, che hanno scelto Vicenza e il Veneto come collegi di cui proporsi come rappresentanti.
Intanto pubblichiamo il suo nuovo appello con le sue domande (altre ci potranno essere inviate dai lettori a [email protected]) e speriamo che questo argomento, vitale per il territorio, non venga silenziato, anche dagli altri media, come già avvenuto quando, per lo meno dal 2010 (cfr. il nostro "Vicenza. La città sbancata"), erano più che percepibili le avvisaglie della tempesta futura, mitigabile se non evitabile con un'azione responsabile e pronta.
Il direttore

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