Eccidio nazifascista di Malga Zonta, per il Comune di Vicenza (all’ultimo minuto?) chiamato Giovanni Selmo, dell’opposizione

Selmo a Malga Zonta
Selmo a Malga Zonta
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Come ogni anno il 15 di agosto si è tenuta la commemorazione per l’anniversario di Malga Zonta al confine tra la provincia di Vicenza e il Trentino. Una grande folla si è radunata giovedì sulla montagna, richiamata dall’Anpi e dalla consueta partecipazione di tanti Comuni tra cui Vicenza, rappresentata in questa occasione dal consigliere comunale di Da Adesso in Poi Giovanni Selmo.

Negli anni scorsi è stato sempre presente un componente della maggioranza (un anno anche la vicesindaca Alessandra Moretti, con una applaudita orazione ufficiale, da figlia di partigiano), mentre in questa occasione Selmo, esponente dell’opposizione di centro sinistra, è stato avvertito dall’amministrazione di centro destra addirittura solo un giorno prima di Ferragosto secondo alcune fonti (lui, che avrebbe detto ai presenti di essere stato  “chiamato all’ultimo” precisa poi: “senza entrare nel merito mi è stato chiesto di rappresentare il Comune non il giorno prima ma circa tre settimane prima“) per essere presente con la fascia tricolore e la bandiera in rappresentanza della città.

L’Anpi di Vicenza per invitare alla manifestazione aveva scritto: “è un’occasione per dimostrare la volontà di difendere i valori democratici, il rispetto della Costituzione e delle istituzioni, l’antifascismo che ancora pervade una parte significativa della nostra società, che non vuole farsi piegare dal populismo e non è disposta a subire i nuovi fascismi“.

Un colpo scandisce, la malga resiste – è invece il commento sulla giornata di Selmo – orgoglioso e tanto emozionato di aver rappresentato la Città di Vicenza anche quest’anno a Malga Zonta. Il sacrificio del Marinaio e dei fratelli vicentini, quel 12 agosto 1944, è stato un esempio di eroismo che mi riempie di lacrime gli occhi ed è un onore portare oggi questa fascia. Viva la libertà e viva la Resistenza!”

Di seguito la presentazione della ricorrenza dal volantino ufficiale

Da Montagne di Guerra a Montagne di Pace

Nel 2019 si celebra il 75° anniversario dell’eccidio di Malga Zonta, in cui furono trucidati: Marcello Barbieri, Antonio Cocco, Romeo Cortiana, Ferdinando Dalla Fontana, Angelo Dal Medico, Giocondo De Vicari, Gelsomino Gasparoni, Angelo Maistrello, Giuseppe Marcante, Eupremio Marchet, Mario Scortegagna, Giobatta Tessari, Bruno Viola, Domenico Zordan, Dino Dal Maso, Gildo De Pretto, Angelo Losco.
Esso assume particolare rilievo in rapporto alla possibile evoluzione del Parco della Pace e della Memoria Trentino Veneto.
Il valore del ricordo di questo tragico avvenimento è legato anche al luogo un tempo crocevia di confi ni ormai superati, ma purtroppo si inserisce in un contesto generale che vede il ritorno di nazionalismi che credevamo retaggio del passato, accanto ad una nuova corsa agli armamenti senza precedenti. Gli scenari di guerra si sono moltiplicati, intrecciandosi spesso con lo spettro inquietante del terrorismo. Non mancano rigurgiti di oltranzismo nostalgico, che trovano fertile alimento anche in un clima di vero e proprio razzismo.
Sono in ogni caso molti i segnali di resistenza popolare per costruire pace, giustizia, solidarietà ed è proprio a questi segnali che si collega in questi tempi diffi cili la nostra celebrazione, perché nessuno può negare che chi ha messo in gioco la propria vita allora per resistere al nazifascismo non debba essere ricordato da tutti quelli che oggi vogliono una società più giusta e più aperta, difendendo tutti gli spazi che la nostra Repubblica, in linea con le indicazioni della Costituzione, garantisce a tutti i cittadini. Non è vero che la storia è maestra di vita: la cronaca internazionale ogni giorno ci riempie gli occhi e la mente di immagini di morte, di intolleranza, di razzismo, di nuova schiavitù, di nuovi confl itti nell’ambito sociale, familiare, di genere. Vere stragi feroci avvengono in alcune regioni martoriate. Anche l’Europa ha visto riaffacciarsi sul proprio suolo il fantasma sanguinoso della guerra, prima con l’abisso di crudeltà riemerso nei Balcani e poi con i pesanti episodi di guerra civile in Ucraina ed oggi si vede pericolosamente attraversata e divisa da nuovi muri e nuovi fi li spinati.
Eppure al confi no antifascista di Ventotene, già nel 1941, nel pieno della seconda guerra modiale, si era concepita un’Europa attualissima, “un largo stato federale, il quale disponga di una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali, che spazzi decisamente le autarchie economiche, spina dorsale dei regimi totalitari, che abbia gli organi e i mezzi suffi cienti per fare eseguire nei singoli stati federali le sue deliberazioni, dirette a mantenere un ordine comune”.
Da queste montagne il ricordo diventi ‘accoglienza’, per affermare ancora, come nella Dichiarazione universale dei diritti umani, approvata dall’ONU il 10 dicembre 1948, che “il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo, che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stata proclamata come la più alta aspirazione dell’uomo”.

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Dal 2013 redattore web, inviato e articolista di cronaca, politica e sport per VicenzaPiu.com e VicenzaPiu.Tv ora è anche direttore responsabile di LaltraVicenza.it. Nato a Sandrigo (Vi) 12-01-1983 ma da sempre residente a Vicenza ha iniziato la sua carriera nel giornalino scolastico Rossi Life per poi collaborare una decina d'anni con Il Giornale di Vicenza e come addetto stampa di alcune società sportive, tra cui la As Vicenza basket. Ha fondato la testata giornalistica LaBaskettara.com di cui è anche direttore.