Calore elettrico nelle imprese: consumi giù del 74%, ma i costi calano solo del 9%

19
Impianti e competenze per l’efficienza energetica delle imprese

Un progetto della CNA misura l’effetto delle pompe di calore nei processi produttivi: forte riduzione dell’energia impiegata, mentre il vantaggio economico resta limitato dal prezzo dell’elettricità.

L’elettrificazione del calore nelle imprese può ridurre i consumi energetici del 74%, ma la spesa operativa scende soltanto del 9%. È il risultato indicato dal progetto promosso dalla CNA, che ha analizzato la sostituzione di sistemi tradizionali con pompe di calore ad alta efficienza. Le politiche europee sul tema sono descritte nella strategia della Commissione europea per la diffusione delle pompe di calore.

Il divario tra risparmio energetico e riduzione dei costi viene attribuito soprattutto alla struttura del prezzo dell’elettricità, sul quale pesano fiscalità e oneri. Per molte aziende l’investimento risulta quindi tecnicamente efficace, ma ancora difficile da sostenere senza condizioni economiche più favorevoli e una maggiore prevedibilità delle tariffe.

La questione riguarda anche il sistema produttivo veneto, dove imprese e associazioni stanno aumentando la formazione sulle competenze necessarie alla transizione energetica. Il progetto nazionale ha già coinvolto circa 170 installatori in percorsi dedicati alla progettazione e alla gestione degli impianti.

Elettrificazione del calore nelle imprese, il nodo dei prezzi

Le pompe di calore trasferiscono energia termica e possono produrre più calore rispetto all’elettricità consumata. Nei processi compatibili, questa caratteristica consente di abbattere l’energia primaria e le emissioni, soprattutto quando la corrente proviene da fonti rinnovabili.

La convenienza finale dipende però dal rapporto tra il costo dell’elettricità e quello dei combustibili fossili. CNA chiede quindi una revisione degli oneri e strumenti che premino gli investimenti capaci di produrre risparmi verificabili, evitando che il peso della bolletta rallenti la sostituzione degli impianti.

I risultati saranno presentati il 3 novembre a Bologna insieme alle esperienze raccolte durante il progetto. Il confronto dovrà chiarire quali settori e temperature di processo offrano le condizioni migliori per passare alle tecnologie elettriche senza compromettere la competitività.

L’elettrificazione del calore nelle imprese mostra dunque un potenziale ambientale rilevante, ma la transizione richiede regole e prezzi coerenti. Senza un riequilibrio, l’efficienza tecnica rischia di non trasformarsi in un vantaggio economico sufficiente a sostenere gli investimenti.