Emergenza casa nel Vicentino, Rifondazione: «Servono alloggi pubblici e stop agli sfratti»

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emergenza casa nel Vicentino

Il caso di una coppia di Montecchio Maggiore riaccende il confronto sull’emergenza casa nel Vicentino e sulla disponibilità di alloggi pubblici.

La segreteria provinciale di Rifondazione Comunista interviene dopo il sit-in organizzato per due sessantenni con difficoltà economiche e problemi di salute, destinatari di uno sfratto esecutivo nonostante il sesto posto nella graduatoria comunale per un alloggio ERP.

La vicenda viene indicata come parte di un problema più ampio, già emerso nel dibattito sull’edilizia residenziale pubblica in Veneto. Secondo il partito, molte famiglie considerate idonee restano senza assegnazione perché nei Comuni mancano immobili disponibili.

Rifondazione chiede che nessuno venga allontanato senza un effettivo passaggio da casa a casa, soprattutto quando sono presenti fragilità sanitarie o reddituali. La richiesta comprende inoltre il rifinanziamento del sostegno all’affitto e del fondo per la morosità incolpevole.

Emergenza casa nel Vicentino, le proposte per alloggi e affitti

Il documento propone un piano straordinario per recuperare e riqualificare patrimonio pubblico e privato inutilizzato, evitando nuovo consumo di suolo. Viene chiesto anche un intervento sui canoni, cresciuti in numerosi centri della provincia.

La posizione politica collega le risorse per la casa alle priorità della spesa pubblica e critica il Piano Casa nazionale, ritenuto insufficiente per chi non riesce a sostenere i prezzi del mercato. Il partito annuncia che continuerà a sostenere famiglie e associazioni impegnate sul diritto all’abitare.

L’emergenza casa nel Vicentino chiama in causa Comuni, Regione e Stato: graduatorie, numero degli alloggi disponibili e strumenti di prevenzione degli sfratti dovranno essere confrontati con una domanda sociale che, secondo Rifondazione, non trova oggi risposte adeguate.