
Uno dei due uomini è stato bloccato subito, l’altro rintracciato a Mestre. Il sindacato chiede verifiche e interventi urgenti sulla sicurezza.
Una evasione dal carcere di Venezia Santa Maria Maggiore si è conclusa con la cattura di entrambi i detenuti coinvolti. Uno è stato fermato praticamente nell’immediatezza, mentre il secondo è riuscito ad allontanarsi fino a Mestre, dove è stato successivamente rintracciato. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria fa capo al Ministero della Giustizia.
A ricostruire l’episodio è il Sappe, Sindacato autonomo Polizia penitenziaria, che parla di modalità analoghe a quelle registrate in precedenza nello stesso istituto. In questa occasione, secondo l’organizzazione, l’attenzione del personale ha permesso un intervento tempestivo. Il tema delle condizioni di lavoro degli agenti è stato seguito da ViPiù anche in altri casi riguardanti la Polizia penitenziaria in Veneto.
Donato Capece, segretario generale del Sappe, definisce l’accaduto un nuovo campanello d’allarme per le carceri venete. Il sindacalista riconosce la professionalità degli agenti che hanno consentito di contenere rapidamente la fuga, ma sostiene che il problema riguardi a monte le condizioni operative, la sicurezza e l’organizzazione del sistema penitenziario.
Evasione dal carcere di Venezia, le richieste del Sappe
Giovanni Vona, segretario Sappe per il Triveneto, giudica particolarmente grave che l’episodio ricordi precedenti fughe avvenute nel medesimo istituto. Per Vona, la capacità di reazione degli agenti ha dato una prova concreta di efficienza, ma non può diventare l’unico presidio affidabile per garantire la sicurezza.
Il sindacato chiede all’amministrazione penitenziaria di ricostruire con precisione le modalità della fuga, individuare eventuali criticità strutturali o organizzative e adottare misure che riducano il rischio di nuovi episodi. Il Sappe collega il caso veneziano a un quadro più ampio di difficoltà negli istituti del Triveneto.
Al momento della nota sindacale entrambi i detenuti risultavano nuovamente sotto controllo: il primo intercettato nei pressi del carcere e il secondo a Mestre. Non vengono forniti ulteriori dettagli sulle contestazioni che saranno formalizzate né sull’esatta dinamica. Le verifiche interne dovranno chiarire passaggi, tempi e responsabilità dell’evasione.

































