Evita la SPV, CoVePA al Tribunale di Vicenza 6 gennaio dalle 14 alle 17: Epifania della terra, chiediamo giustizia per popolo e terra inquinata

831
Superstrada Pedemontana Veneta SPV interconnessione a4
Superstrada Pedemontana Veneta SPV

EVITA LA SPV campagna di boicottaggio come metodo per non cedere al ricatto di una strada che ruba a molti per dare a pochi, manifestazione pacifica il 6 gennaio dale 14 alle 17 davanti al tribunale di Vicenza in Via Ettore Gallo, 24: in sintesi questo è l’appello motivato dal CoVePa (Coordinamento Veneto Pedemontana Alternativa) che pubblichiamo di seguito sulla Strada Pedemontana Veneta.

Il 29 dicembre 2023 ci siamo riuniti in Vallugana in assemblea pubblica insieme a PfasLand, erano presenti delegazioni da Montecchio Maggiore dei Cittadine e Cittadine contro la Pedemontana Veneta, da Valdagno e Vicenza di Europa Verde e di Valle Agno attiva giovane verde (la neonata lista civica valdagnese). Da Castelgomberto rappresentanti della lista civica con il Consigliere e Capogruppo Claudio Cisotto  e della associazione ambientalista guidata da Giorgio Cisotto. Da Trissino era presente il dott. Claudio Lupo  di ISDE e PfasLand. Da Vicenza e Montecchio erano presenti delegati dei comitati cittadini contro la TAV, mentre da Breganze ha aderito il CDDT. Da Marostica e Altivole i rappresentanti locali del CoVePA, come pure da Loria. Non mancavano i menbri del comitato locale dei cittadini di Vallugana rappresentati da Andrea Viero e Stefano Crestanello, erano presenti anche cittadini di Malo e di Isola Vicentina.

La riunione è stata introdotta dal Alberto Peruffo che, a nome di PfasLand, ha presentato il documento di Arpav, reso pubblico alla giornata della trasparenza svoltasi Vicenza il 20 settembre 2023. Ha spiegato la natura e le circostanze in cui quel documento è stato consegnato. In esso appaiono tutte le analisi che interessano il sito della galleria della SPV di Malo-Castelgomberto e del cantiere condotto da SIS. Ha denunciato la situazione dei PFAS catena cortissima emersi a valle del sito FIS di Alte Ceccato. Sono analisi articolate tra il 2019 a Castelgomberto fino al 2023, nelle aree tra San Tomio di Malo e Isola Vicentina. Da questi dati con livelli altissimi di PFAS, emergono PFBA e C6O4, tipici dell’impiego di cementi speciali con il jet-grouting che hanno distrutto il SIC natura 2000 delle Poscole.

Massimo Follesa ha introdotto i diversi esposti querela relativi agli inquinamenti del cantiere SPV nell’area delle risorgive delle Poscole tra Castelgomberto e Cornedo Vicentino. A questo proposito sono intervenuti i cittadini di Castelgomberto puntualizzando i dati. Oltre ad aver denunciato dal 2017 le mancanze del progetto della SPV, per l’assenza delle verifiche ambientali strategiche e per i numerosi punti oscuri nella gestione dell’opera di SIS, gli esposti sono stati rivolti alla Guardia di Finanza di Mestre, ai Carabinieri Forestali e del Nucleo Operativo Ecologico competenti tra il 2017 e il 2023. Sappiamo che in procura langue il fascicolo n. 6317/2017 di cui si sono perse le tracce e a tutt’oggi non pare vi siano alcuna specificazione dell’ipotesi di reato, di indagati, ne tanto meno, al nostro avvocato è stata comunicata l’archiviazione o la richiesta di estensione delle indagini.

E’ stata presentata un nuovo esposto-querela il 27 dicembre 2023 per un ulteriore sversamento nel torrente Poscola dalle aree di Castelgomberto della SPV. Proprio dal 2019 e dal 2021 avevamo segnalato la presenza di dati allarmanti di PFAS nei comuni di Cornedo e Castelgomberto secondo dati ARPAV. La cosa appare gravissima poiché siamo di fronte al terzo sito di inquinato da pfas, dopo quelli di Rimar sul colle di Trissino, di Miteni in Colombara. Il terzo sito è quello del tunnel Malo -Castelgomberto di SPV che ha intaccato la falda dell’Orolo, affluente dell’Astichello e capace di portare una nuova famiglia di Pfas fino a Vicenza.

Per questo è stata notificata a tutti i sindaci e le autorità interessate, una segnalazione-diffida ad intervenire. Sono stati chiamati in causa i sindaci Faccio, Montagna, Dorantani, Marsetti, Gonzo, Forte, Ferronato e Possamai, inoltre abbiamo scritto al Prefetto di Vicenza, alla Procura di Vicenza, alle Ussl 7 e 8, alla Regione Veneto, all’ARPAV, a Viacqua, al Ministero dell’Ambiente, alla Commissione Nazionale VIA e ai Carabinieri del NOE.

Dopo numerosi interventi dei presenti l’assemblea ha convenuto che noi non pagheremo un euro per questa infrastruttura che inquina mortalmente le nostre falde. Zaia ha dichiarato, nella sua festa macabra, che i 70 km di SPV interrati e in trincea la rendono ambientalmente sostenibile, nulla di più falso dato che i cementi per le trincee da Montecchio a Spresiano sono gli stessi imbevuti di Pfas, usati per le due gallerie tra Malo e Castelgomberto. É una autostrada che concentra il denaro dei veneti nelle mani di pochi, una strada per i ricchi che ruba ai poveri, non solo con il pedaggio, ma anche con il debito nel bilancio regionale. Le nostre richieste che lanciavano l’allarme già dal 2017 sono rimaste inascoltate, e adesso siamo a questa strada capace di rubare il sistema sanitario e sociale pubblico universale del Veneto, con gli oltre 12 miliardi di euro da dare alla gestione di SIS in 39 anni (vedi tabella 2 parere prof V. Vecchi). Ci inquinano con i pfas e non avremo una sanità pubblica per curarci, ma dovremmo pagarla dando ancora denaro nelle mani di pochi. Non è vero che costituisce una opportunità per il territorio, ma piuttosto rappresenta una tara per le comunità locali sia da un punto di vista sociale che economico. Non pagheremo lo sterminio dei campi e le speculazioni del malaffare attorno ai caselli e lungo le complanari che favoriscono l’aumento delle costruzioni indifferenziate e diffuse. Non pagheremo per la riduzione delle risorse per la sicurezza e per la manutenzione delle strade locali. Questa è l’autostrada che impedisce una mobilità collettiva e che sottrae risorse al trasporto pubblico a partire da quello locale e scolastico, legandoci ancora alla schiavitù dell’inquinamento da polveri sottili che ci ammalano e provocano il più alto numero di decessi nella nostra regione. Non Pagheremo questa strada che finanzia il sistema politico di chi governa il Veneto da 20 anni. Non pagheremo per i silenzi dei giudici sugli inquinamenti delle opere pubbliche come la SPV, la TAV e delle industrie come la Miteni.

Per questo abbiamo deciso di lanciare una campagna di boicottaggio EVITA LA SPV. Proponiamo questa forma di lotta non violenta finché non sarà gratuita per i veneti e non avremo risposte concrete sulle inchieste che abbiamo chiesto con gli esposti finora fatti e finché non ci sarà una seria azione di giustizia per rispettare e proteggere la popolazione e la terra inquinata.

Questo è il tema della Epifania della Terra che terremo il 6 gennaio 2023 davanti al Tribunale di Vicenza insieme a Beati i Costruttori di Pace, con don Albino Bizzotto e padre Antonio Santini.

Matilde Cortese, Massimo M. Follesa, Elvio Gatto