La Budapest Festival Orchestra, formazione fondata da Iván Fischer nel 1983, è stata nominata “Orchestra of the Year” dall’autorevole rivista britannica Gramophone. Il sondaggio metteva in lizza 10 fra le più prestigiose orchestre del mondo. Il maestro Fischer: “ai miei musicisti raccomando sempre di suonare con gioia e di trasmetterla agli spettatori”. Dal 21 al 23 ottobre Fischer e la sua orchestra saranno i protagonisti della V edizione del Vicenza Opera Festival.

Martedì 4 ottobre al Gala dei Gramophone Awards la Budapest Festival Orchestra si è aggiudicata il titolo di “Orchestra of the Year” grazie a un sondaggio che aveva messo in lizza 10 fra le migliori formazioni orchestrali del mondo. Della top ten selezionata dai critici del Gramophone Magazine facevano parte compagini come la Mahler Chamber Orchestra, i Wiener Philharmoniker e la Bayerische Statsorchester. Il 38% delle preferenze totali è andato all’orchestra di Iván Fischer che ha così visto premiata sia la sua attività discografica, sia le tournée che realizza regolarmente negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in molti altri paesi europei. In Italia il maestro Fischer e la sua orchestra sono di casa a Vicenza, dove dal 2018 organizzano al Teatro Olimpico – con la Società del Quartetto e in collaborazione con il Comune – il Vicenza Opera Festival.

«Raccomando sempre ai miei musicisti di suonare con gioia e di trasmetterla a chi ci ascolta – ha detto Fischer commentando il prestigioso riconoscimento – noi non suoniamo su preziosi strumenti d’epoca e non abbiamo le risorse economiche di cui dispongono altre orchestre, ma ci mettiamo cuore e entusiasmo.

Alla domanda quale sia il segreto dei successi della sua orchestra Fischer risponde: «Tutti i miei musicisti hanno una sensibilità fuori dal comune; amano profondamente ciò che suonano e ne condividono la bellezza con il pubblico. Le nostre esecuzioni non saranno sempre tecnicamente perfette e il nostro suono non sarà sempre cristallino, ma in compenso gli strumenti della BFO sprigionano una gioia contagiosa. Credo che il pubblico ci abbia preferito proprio per questo. Ringrazio di cuore i miei musicisti uno ad uno».

Da anni la Budapest Festival Orchestra è annoverata fra le migliori orchestre del pianeta. I meriti di questa consolidata reputazione si devono in primis alla qualità artistica dei suoi membri, ma anche alle idee innovative di Iván Fischer: oltre ad esibirsi nelle più rinomate sale da concerto del mondo, in Ungheria la BFO realizza i Concerti di Mezzanotte per il pubblico dei giovani, i Cocoa Concerts dedicati alle persone affette da autismo, i Surprise Concerts e, in varie formazioni da camera, eventi musicali nelle chiese e nelle sinagoghe abbandonate, negli ospedali e nelle case di riposo, nei parchi giochi e nei giardini dei condomini.

È un format che Fischer e la sua orchestra propongono anche in occasione della V edizione del Vicenza Opera Festival in programma dal 21 al 23 ottobre prossimi. Oltre alla messa in scena di The Turn of the Screw di Britten (il 21 e 23) e al concerto sinfonico di sabato 22, due quartetti d’archi della formazione magiara si esibiranno infatti il pomeriggio del 21 ottobre alla Residenza Ottavio Trento e al Padiglione A dell’Ospedale San Bortolo grazie anche all’intervento della contessa Caroline Marzotto.