Fine vita: dal Veneto arriva una nuova storia umana, quella di “Adelina”, il nome è di fantasia, una donna veneta di 69 anni e malata terminale di cancro e della quale avevamo scritto ieri, in questo articolo.

Come raccontato, attualmente Adelina si trova in Svizzera per istruire la pratica di rihicetsa accesso al servizio di suicidio assistito. “Ho detto a mio marito e alla mia famiglia: sono davanti a un bivio. Posso prendere una strada un po’ più lunga che mi porta all’inferno. E un’altra, più breve, che mi porta in Svizzera. Ho scelto la seconda – ha dichiarato la donna -. Ho poi detto a mio marito che se avesse provato a dissuadermi, fra un mese o due, quando mi avrebbe visto sofferente, se ne sarebbe pentito“.

Al fianco di Adelina c’è l’Associazione Luca Coscioni e, in particolare, il tesoriere Marco Cappato, che segue la fase delle visite mediche previste.

“Sono arrivato in Svizzera – ha detto – dove ho accompagnato la signora Adelina, che è malata terminale di cancro e, qui, chiede di poter essere aiutata a morire senza soffrire. È stato un viaggio lungo, oltre otto ore dal Veneto, un viaggio reso necessario dal fatto che Adelina non avrebbe potuto ottenere questa possibilità in Italia, perché la sentenza della Corte costituzionale esclude che possano essere aiutate a morire persone che non siano tenute in vita da trattamenti di sostegno vitale.

La signora Adelina è malata terminale di cancro, ha davanti una prospettiva di vita molto breve e di sofferenza sempre crescente, ma non è attaccata a una macchina. Nelle prossime ore si sottoporrà a delle visite mediche, a dei colloqui di verifica della sua volontà e di eventuale conferma della sua scelta”.

Il fine vita è solitamente inteso come quel periodo che caratterizza l’esperienza di malattia di un o una paziente nel quale le aspettative di vita sono ridotte, per effetto di una patologia inguaribile e progressiva.