Fondo Indennizzo Risparmiatori, Villarosa e Miatello: partito! Ma 30% basta ai soci se nostre rivelazioni su Barbagallo coinvolgessero il sistema?

Tanto andò la gatta al lardo che, questa volta per fortuna, non ci lasciò lo zampino: è stato ufficializzata, infatti e finalmente, la firma da parte del ministra Giovanni Tria del terzo e ultimo decreto attuativo del Fondo Indennizzo Risparmiatori.

Ad annunciarlo con gesti quasi da bambino felice per bambini un po’ cresciuti negli anni e azzerati da una gestione dissennata del sistema bancario è stato il sottosegretario Alessio Villarosa dopo pochi minuti dalla bocciatura in parlamento del M5S con la sua mozione anti Tav Torino Lione (potrebbe non essere un caso lo sbandieramento del decreto come possibile ultimo atto di un governo, che, mentre scriviamo, starebbe per far scorrere i titoli di coda).

Dopo il video commento su FB del sottosegretario su un atto arrivato realisticamente in grande ritardo rispetto agli annunci plurimi di Di Maio e Salvini, presentiamo anche il messaggio video di ringraziamenti di Patrizio Miatello, che mai ha perso la voglia di lottare con gran parte della associazioni dal 27 dicembre 2017, fin da quando, cioè, fu emanata la prima legge sul ristoro dei risparmiatori azzerati (la 205), poi contrastata e azzerata, nonostante avesse impostato la soluzione odierna, invece di essere subito attuata per essere poi migliorata.

Di tempo ne è passato, ma preso atto di questo sia pur tardivo passo, una  domanda la rivolgiamo ad associazioni, politici, istituzioni e media: perché ad oggi non registriamo, a parte l’interpellanza dell’on. Pierantonio Zanettin e qualche attestazione personale di alcuni presidenti, sufficienti reazioni alle nostre rivelazioni sulle più che credibili contraddizioni di Carmelo Barbagallo?

Il capo della Vigilanza, che in pubblico e in audizione ha sempre affermato la non ingerenza “costrittiva” di Banca d’Italia sulle scelte di Veneto Banca nei confronti del sempre ipotizzato diktat di abbraccio mortale con BPVi, nel colloquio, di cui abbiamo pubblicato per ora un estratto (“Barbagallo bifronte, last news: il 19 febbraio ’14 incontrò Zonin e Trinca in Bankitalia per “Veneto Banca in BPVi subito!”, in audizione negò“) da lui promosso con Gianni Zonin e Flavio Trinca, spinge, eccome!, verso un  matrimonio obbligato di Montebelluna con Vicenza.

Se ora, nelle vicende processuali o pre processuali, i due super pagati presidenti (entrambi intorno a un milione di euro all’anno), si sfidano nel gioco dello scaricabarile sui loro dg o Ad che dir si voglia, Bankitalia non solo scarica su terzi, col concorso anche di indagini di sicuro complesse ma apparentemente troppo soft nei suoi confronti, le sue incapacità di vigilare, poco importa ai risparmiatori azzerati se per dolo dei “vigilati” o per propria incapacità, ma dice e si contraddice su scelte sistemiche che riguardano le due banche venete ma anche le altre quattro risolte.

La nostra pubblicazione squarcia un primo, pesante velo anche su relazioni presentate in una Commissione d’Inchiesta Parlamentare che si occupò più dei gossip sulla Boschi che di altro e accettò incredibilmente la loro secretazione a presumibile danno, finché non saranno rese note a tutti, di centinaia di migliaia di risparmiatori, ai quali nulla dovrebbe essere nascosto dopo che, fidandosi delle banche e del sistema, hanno messo i loro soldi in banche decotte o fatte morire, a seconda dei casi e di motivazioni riservate a pochi, dal sistema che ha acuito se non determinato le loro cattive gestioni.

Eppure tutto o quasi tace quando, invece, sarebbe ora di aprire gli armadi e leggere a voce alta tutto quello che vi è contenuto.

Altro che sbandierare i fogli del terzo decreto attuativo del Fondo Indennizzo Risparmiatori per un 30% tardivo e con un tetto di 100.000 euro quando, esaminando i veri documenti e i fatti (forse?) nascosti, a loro il sistema dovrebbe ridare tutto e con gli interessi meno quanto perso e non rimborsabile: in certi casi la vita, sempre la tranquillità e la fiducia nello Stato.

Giovanni Coviello (nato l'8-12-1950) è il direttore responsabile di ViPiu.it, nata come testata cartacea VicenzaPiù il 25 febbraio 2006, poi cresciuta dal 2008 con la sua versione web, che ha integralmente sostituito quella cartacea dal 1° gennaio 2016, e che, da due anni, ha assunto la denominazione attuale, non connotata geograficamente, a significare che il quotidiano web indipendente si occupa di notizie e approfondimenti su Veneto (focus Vicenza), Nord est in genere, Lazio con focus su Roma istituzionale e storica, Riviera di Ulisse e Monti Aurunci, Italia e uno sguardo su Europa e mondo. Dopo un'iniziale esperienza da ingegnere elettronico come ricercatore volontario universitario a Roma (1976) e il servizio militare in Marina Militare come ufficiale di complemento (Accademia di Livorno, 1976-78) ha maturato varie esperienze di vertice, nazionali e internazionali, nel settore dell'informatica (1978-1993), ha ricoperto cariche in Confindustria Roma e Apindustria Vicenza, quindi si è occupato di marketing e gestione sportiva di vertice (volley femminile di A1 a Roma e Vicenza) anche da vice presidente della Lega di Pallavolo Femminile di serie A, è stato direttore editoriale di un inserto di marketing internazionale su Pc Week (Mondadori Informatica), collaboratore di Espansione (Mondadori), per poi concentrarsi direttamente dal 2008 sulle edizioni giornalistiche. È giornalista professionista, ha curato vari libri e pubblicato direttamente, tra questi, “Vicenza. La città sbancata”, “BPVi. Bugie Popolari Vicentine”, “BPVi. Risparmiatori ingannati. L’azione di (ir)responsabiltà”, “Roi, la fondazione demolita”.