
La cerimonia all’Odeo del Teatro Olimpico per i primi sei laureati del corso magistrale internazionale attivato dal DTG dell’Università di Padova.
I primi sei laureati del corso magistrale in Food Industry Engineering a Vicenza sono stati proclamati all’Odeo del Teatro Olimpico. Il percorso, attivo dall’anno accademico 2024-2025 nella sede vicentina del Dipartimento di Tecnica e Gestione dei sistemi industriali, forma ingegneri capaci di lavorare su processi, impianti, sicurezza, qualità e sostenibilità dell’industria alimentare. Il corso dell’Università di Padova è svolto interamente in inglese e conta oggi circa novanta iscritti, con una presenza significativa di studenti internazionali.
La proclamazione segna il primo traguardo accademico di un progetto nato per mettere in relazione formazione universitaria e fabbisogni delle imprese. Il settore comprende produzione e trasformazione degli alimenti, controllo dei processi, tracciabilità e progettazione di sistemi più efficienti. Nel Veneto operano 3.799 imprese del comparto alimentare e delle bevande, 642 delle quali nella provincia di Vicenza; le unità locali superano quota 5.600 in regione e sono circa 950 nel Vicentino.
Il nuovo corso amplia l’offerta di formazione universitaria collegata al territorio e punta a inserire competenze tecniche avanzate in una filiera fatta sia di grandi aziende sia di piccole e medie imprese. L’interesse per tirocini e collaborazioni, secondo quanto emerso durante la cerimonia, è già elevato e può favorire l’ingresso dei neolaureati nel sistema produttivo locale.
Food Industry Engineering a Vicenza tra imprese, sicurezza e sostenibilità
Il presidente del corso Maurizio Faccio ha ricordato che il programma unisce ingegneria industriale e conoscenza delle specificità alimentari. Gli studenti affrontano la progettazione degli impianti, l’automazione, il controllo della qualità, la sicurezza dei prodotti e la gestione delle risorse, con attenzione alla riduzione degli sprechi e all’impatto ambientale.
Alberto Trevisani, direttore del DTG, ha sottolineato il valore di un percorso internazionale costruito nella sede di Vicenza, mentre il presidente della Fondazione Studi Universitari Giuseppe Zigliotto ha richiamato l’opportunità di trattenere nel territorio giovani preparati provenienti anche dall’estero. L’inglese come lingua di insegnamento consente infatti di attrarre studenti con esperienze diverse e, allo stesso tempo, di preparare professionisti destinati a filiere che operano su mercati globali.
Il risultato dei primi sei laureati offre ora un primo riscontro concreto. La misura dell’efficacia del corso passerà anche dalla qualità degli inserimenti lavorativi, dalla continuità dei rapporti con le aziende e dalla capacità di trasformare ricerca e formazione in soluzioni applicabili agli stabilimenti alimentari.




































