Fratelli d’Italia, Sergio Berlato scaccia gufi e cornacchie del malaugurio: “Fantasiose ipotesi del giornalista”

693
Sergio Berlato al parlamento europeo
Sergio Berlato al parlamento europeo

Sergio Berlato con un post sui social network e un comunicato stampa interviene duramente in merito ad un articolo apparso su La Tribuna di Treviso qualche giorno fa e che lo riguardava in merito alla sua posizione nel partito Fratelli d’Italia e la scadenza elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo. “Gufi e cornacchie del malaugurio si mettano l’animo in pace: la parte più bella deve ancora venire!”.

Il comunicato di Berlato

Trovo solo adesso il tempo di chiarire la confusione provocata dall’articolo apparso sulla “Tribuna di Treviso” che ho intravisto qualche giorno fa nella rassegna stampa mentre ero a Strasburgo durante la prima sessione plenaria del Parlamento europeo del mese di ottobre. L’aspirante giornalista, senza neppure verificare l’attendibilità delle sue fonti, si è inerpicato su fantasiose ipotesi, anche attorno alle mie scelte politiche, sia presenti che future.

In risposta a tali strampalate ipotesi desidero chiarire quanto segue:

  1. non mi passa neppure per l’anticamera del cervello l’idea di abbandonare il mio Partito che ho contribuito a far nascere, che ho corposamente e ripetutamente finanziato, che mi è stato affidato in coordinamento in Veneto da Giorgia Meloni quando questo Partito  Fratelli d’Italia aveva delle percentuali di consenso che oscillavano dal 1,2% al 1,5% ruolo che ho ricoperto fino a quando mi sono dimesso nel 2020 a seguito della mia rielezione per la quarta legislatura al Parlamento europeo.

Con malcelato orgoglio, mi onoro di aver contribuito a portare i consensi al mio Partito ai livelli attuali assieme alla classe dirigente della quale mi ero attorniato.

  1. In merito al mio mancato impegno nell’azione di rastrellamento del tesseramento al Partito in previsione dei prossimi congressi territoriali, ritengo opportuno chiarire che, dopo aver ripetutamente chiesto ai vertici nazionali del Partito di permettere agli iscritti di eleggersi democraticamente la propria classe dirigente, dal livello locale fino al livello nazionale, ho ritenuto folle la scelta di convocare i congressi territoriali nel bel mezzo della campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo, considerando che in occasione di ogni congresso si provocano, sia pur temporaneamente, fratture e lacerazioni interne al Partito.

Considerando la posta in palio in occasione della scadenza elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo che servirà sia per consolidare l’azione di governo che per modificare gli equilibri in Europa dove, se gli elettori europei lo vorranno, si passerà da una maggioranza di centro sinistra ad una maggioranza di centro destra, sia presso il Parlamento europeo che presso la Commissione europea, servono unità e condivisione di obiettivi e non certo divisioni.

  1. Il vero congresso che stabilirà gli equilibri interni ed esterni al Partito sarà rappresentato dal consenso che ogni candidato riuscirà a raccogliere in occasione delle elezioni europee presso l’elettorato attraverso le preferenze personali e non certo attraverso il mercimonio delle tessere finanziato dai vari capi corrente locali e nazionali.

  2. Adesso siamo impegnati in questa importante campagna elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo durante la quale raccoglieremo consensi per il Partito e creeremo gli equilibri sia all’interno del Partito stesso, ma anche nei confronti degli altri partiti che compongono la coalizione del centro destra, soprattutto in previsione delle elezioni regionali che si terranno nella primavera del 2025.