Giustizia, Il Sole 24 Ore: “Rallenta un tribunale su quattro”

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La giustizia civile continua a essere in affanno in Italia, muovendosi tra difficoltà legate al sovraccarico di processi e con tempi biblici.

La questione viene approfondita nell’edizione odierna de Il Sole 24 Ore, in un articolo scritto a quattro mani da Valentina Maglione Bianca Lucia Mazzei e nel quale si afferma: “I tempi dei processi civili si allungano in un tribunale su quattro e in più di una corte d’appello su tre. Mentre in Cassazione supera ancora i 1.000 giorni l’attesa media per arrivare a una decisione. E se i tempi nei tre gradi di giudizio, globalmente, si riducono, segnando il 17,4% in meno rispetto al 2019, il risultato è comunque ancora lontano dall’obiettivo del -40%, da raggiungere entro il 30 giugno 2026 in base agli obiettivi negoziati con la Ue in sede di Pnrr“.

L’analisi prende in considerazione tre aspetti cruciali: i target e i risultati da conseguire, i tempi in tribunale e il caso della corti d’appello, anche tenendo conto delle differenze geografiche nello Stivale.

Nel primo caso, viene ricordato come il ministero della Giustizia si avvalga del disposition time, un indicatore che misura la durata prevedibile dei procedimenti, e dal quale emerge che a soffrire sono proprio i tempi medi dei processi. Da valutare l’efficacia di correttivi come il potenziamento dell’ufficio per il processo e lo staff a supporto del giudice. I primi “addetti” sono arrivati in ufficio a febbraio 2022, assunti a termine con i fondi Pnrr (poi prorogati fino al 2026), e ora si attendono i vincitori del nuovo bando.

Quanto ai tempi in tribunale: “Sul territorio – si legge sul quotidiano economimco –, la situazione appare tutt’altro che omogenea. Intanto, non tutte le sedi hanno accelerato la definizione delle cause: 35 tribunali su 140 hanno disposition time più lunghi rispetto al 2019, con incrementi di oltre il 50% (a Belluno, Avezzano e Livorno) e altri più contenuti. I tribunali che allungano i tempi si trovano perlopiù al Nord, ma molti restano sotto la media nazionale.

All’opposto, tra i tribunali che migliorano molti sono al Sud, ma i tempi lunghi continuano comunque a segnare soprattutto il Meridione: sono oltre i tre anni in media Vallo della Lucania (che cala rispetto al 2019) e Vibo Valentia (che invece aumenta i tempi del 17,9%). Nella top ten dei tribunali con tempi più lunghi ci sono solo due uffici del Nord: Trieste (940 giorni, il 17,6% in più del 2019) e Venezia (739 giorni, in aumento del 41,3%), in difficoltà per i ricorsi dei migranti contro i provvedimenti di diniego della protezione internazionale e per le richieste di riconoscimento di cittadinanza”.

Infine, ampi divari territoriali caratterizzano anche il disposition time in Corte d’appello. Si conferma il trend di lentezza al Sud ma il fenomeno inizia a riguardare anche le sedi di giustizia settentrionali.

Bari e L’Aquila hanno ridotto i tempi del 36%, Salerno del 35% e Taranto del 29,5 per cento. Nella top ten degli uffici più lenti (a parte Roma e Bolzano) ci sono comunque tutte Corti meridionali con in testa Palermo dove nel 2023 un procedimento ha richiesto in media 895 giorni, seguita da Reggio Calabria (848) e Potenza (811). Oltre a Trento (che rimane però sotto i 500 giorni), i rallentamenti maggiori ci sono stati a Cagliari (+53% che l’ufficio spiega con una carenza d’organico di quasi la metà dei magistrati nel periodo 2020-2024) e a Catanzaro (+49,4%)”.

Fonte: Il Sole 24 Ore