Green pass, a Venezia sezione locale ‘rete scuole in presenza’ scrive ai presidi: “violazione privacy”

Arredi scuole (foto di archivio)
Arredi scuole (foto di archivio)
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La scuola riparte tra le polemiche a causa del green pass e della campagna vaccinale non ancora completata contro un virus, il Covid, non ancora debellato. Genitori e docenti di Venezia aderenti alla rete nazionale che per mesi si è battuta contro la didattica a distanza ha scritto a presidi e dirigenti scolastici per denunciare discriminazione e soprattutto violazione della privacy.

“Con la presente ScuoleAperteVenezia facente parte della Rete nazionale ScuoleInPresenza (Sip) intende richiamare l’attenzione su iniziative, messe in atto già durante il primo giorno di scuola in alcuni istituti della provincia, volte a determinare il numero di alunni vaccinati e non, all’interno delle classi. Non ci è dato sapere se ciò sia avvenuto in modo concordato con la dirigenza o su iniziativa dei singoli insegnanti. In entrambi i casi risulta evidente la grave violazione della privacy e l’assoluta inopportunità di tali richieste il cui risultato può facilmente portare a situazioni di discriminazione e di disagio da parte degli studenti e studentesse. Vorremmo evidenziare quest’ultimo aspetto ricordando il ruolo fondamentale che la scuola dovrebbe ricoprire: un luogo aperto e protetto nel quale, nel rispetto delle diversità e delle regole sociali, venga promosso un percorso formativo e di crescita.
Rileviamo anche che in nessun modo il Piano scuola 2021/2022 prevede azioni volte a
determinare la percentuale di vaccinati all’interno delle classi”.

“Sulla base di queste considerazioni noi genitori di ScuoleAperteVenezia diffidiamo il
personale docente dal: 1) reperire tra alunni e alunne informazioni in ordine allo stato di vaccinazione proprio e/o delle proprie famiglie, o al possesso del Green Pass (documento non richiesto agli studenti); 2) indagare sulle ragioni che hanno indotto loro o le proprie famiglie nella scelta vaccinale, sia che questa sia stata positiva che negativa. 3) implementare azioni di convincimento o subdolamente ricattatorie in merito alla scelta vaccinale”.

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