A rischio la democrazia con questo governo nazionalpopulista“, così Marco Minniti ex ministro Interni a Vicenza ai chiostri di s. Corona. Più di cento le persone all’incontro, alcune non hanno potuto entrare perchè la sala può ospitare massimo 100 persone.

Il Pd ha subito il 4 marzo una drammatica sconfitta soprattutto perchè non ha saputo interpretare e capire i due sentimenti che erano e sono alla base del comportamento elettorale di milioni di italiani: la rabbia e la paura. Noi abbiamo perso in rapporto a questo, non su questo o quel punto di programma. E i nazionalpopulisti facendo leva su rabbia e paura hanno ottenuto il consenso di metà degli elettori“, ha sostenuto Minniti.

Passando al tema dell’immigrazione l’ex ministro- che ha auspicato come il Pd non debba cambiare nome- sostiene con forza che “non abbiamo nessuna invasione in Italia“. E richiamando la vicenda, di stretta attualità, delle 49 persone lasciate in mare per 19 giorni, ha detto a chiare lettere che “se un governo permette queste cose significa che il paese che subisce senza lottare tali decisioni, quel paese perde dignità e muore“.

La sfida che attende ora la comunità dei popoli in Europa è quella di “impedire lo slittamento della democrazia verso forme illiberali; per questo non servono scorciatoie ma recuperare le ansie, le paure e la rabbia delle persone attraverso un costante, tenace e ritrovato rapporto con esse”.

Minniti conclude il suo intervento, rispondendo alla domanda del direttore del quotidiano locale che lo incalzava sulla sua decisione di essersi ritirato dalla corsa per la segreteria nazionale del Pd, definendo quella sua decisione come “un atto d’amore o se volete di responsabilità, un passo indietro personale per favorire l’unità del partito. Ed in un paese in cui i passi indietro non sono certo usuali in politica non è cosa di poco conto“.

Al termine non sono stati pochi coloro che hanno richiesto a Marco Minniti la firma dedicata sul suo libro “Sicurezza e Libertà”.