Inaugurato l’Ospedale di Comunità di Bassano del Grappa. Stefani: “Sanità integrata unica via per guardare al futuro”

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inaugurazione ospedale di comunità Bassano del grappa
Il taglio del nastro che ha inaugurato il nuovo Ospedale di Comunità a Bassano del Grappa

24 posti letto all’11° piano dell’Ospedale San Bassiano, dedicati a pazienti che hanno bisogno di un livello di assistenza intermedio tra il reparto per acuti e il rientro a casa: è stato inaugurato questa mattina, alla presenza del Presidente della Regione del Veneto Alberto Stefani, il nuovo Ospedale di Comunità di Bassano del Grappa.

Si tratta di una struttura importante per i pazienti che, ha spiegato il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza, dopo essere stati curati al San Bassiano necessitano ancora di un periodo di supporto prima di poter rientrare a domicilio, garantendo così da una parte gestione più semplice di molte situazioni per le famiglie e dall’altra evitando ricoveri inappropriati o troppo lunghi nei reparti per la fase acuta.

La realizzazione del nuovo Ospedale di Comunità ha portato a un totale rinnovo dell’11° piano del nosocomio bassanese, a beneficio anche del reparto di Geriatria che troverà anch’esso spazio sullo stesso piano, in un’area distinta. L’intervento, che ha riguardato sia l’organizzazione degli spazi sia l’impiantistica, è il risultato di un investimento di 1.715.000 euro, di cui 1,5 milioni finanziati tramite i fondi PNRR – Missione 6. C1 Investimento 1.3 “Ospedali di Comunità” e 215.000,00 tramite fondi regionali.

Il nuovo Ospedale di Comunità del San Bassiano si inserisce in un piano più ampio dell’ULSS 7 Pedemontana che sta portando ad un potenziamento significativo delle strutture atte a garantire percorsi di “dimissioni protette”: «Questa Azienda – ha commentato Bramezza – ha sfruttato al meglio l’opportunità offerta dai fondi PNRR, grazie ai quali entro poche settimane potremo contare su ben 5 Ospedali di Comunità. Alle strutture già attive a Marostica e a Malo, abbiamo aggiunto l’estate scorsa il nuovo ospedale di Comunità di Asiago, oggi inauguriamo quello di Bassano e prossimamente attiveremo quello di Santorso, passando da una disponibilità di 27 posti letto a 71».

Il sindaco di Bassano del Grappa Nicola Finco ha sottolineato l’importanza e la centralità dell’ospedale e dell’intera Pedemontana vicentina nelle politiche dell’assistenza e della cura delle persone: «Con i colleghi sindaci dei Distretti 1 e 2 – ha dichiarato Finco – continuiamo a lavorare in modo compatto per portare in Regione le istanze di un territorio particolare, che serve un’area vasta e articolata, dalla pianura con gli ospedali di Bassano e Santorso fino al nosocomio di Asiago. In questo contesto diventa fondamentale anche il ruolo dei medici e di tutto il personale sanitario, che rappresentano il vero motore delle nostre realtà: competenze e capacità che negli anni siamo riusciti a difendere e mantenere sul territorio grazie a un grande lavoro di sinergia e dialogo con la Regione».

Presente all’inaugurazione anche la consigliera regionale Manuela Lanzarin (Lega – Liga Veneta), presidente della Quinta Commissione Sanità, che ha salutato la conclusione di un progetto che aveva visto nascere da assessora regionale alla Sanità e Sociale nella precedente legislatura: «Il progetto che oggi vediamo concretamente realizzato è il risultato di un investimento per oltre 1,7 milioni di euro, finanziato tramite i fondi Pnrr e fondi regionali. Gli ospedali di comunità – ha poi aggiunto Lanzarin – risultano fondamentali anche come aiuto alle famiglie e per una stabilizzazione delle persone nel periodo che va dalla fase acuta a quella del rientro a casa».

Il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani ha definito l’odierna inaugurazione un passo avanti verso una sanità più territoriale. «Nei prossimi giorni – ha poi dichiarato – creeremo una task force per monitorare l’andamento delle realizzazioni e costruire insieme un programma condiviso per farle funzionare al meglio, integrando anche gli strumenti di telemedicina, che sono importantissimi per la sanità territoriale e domiciliare».

Stefani ha ricordato il ruolo fondamentale della sanità territoriale sia a porre rimedio al problema delle liste d’attesa sia a intercettare gli accessi impropri ai Pronto Soccorso: «La sanità integrata – ha concluso – è l’unica via per guardare al futuro, con un sistema territoriale e capace di prendere in carico i pazienti. Tutto ciò sarà vitale per i nostri territori».