Incarichi di sottogoverno, Il Corriere del Veneto fa il punto: dopo Viacqua, Società Vicentina Trasporti

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Nuovi autobus elettrici a Vicenza con SVT

Dopo Viacqua, Società Vicentina Trasporti (Svt): la politica vicentina è in fibrillazione in questi giorni per gli incarichi di sottogoverno. Il Corriere del Veneto, oggi in in edicola, fornisce il punto sullo stato dell’arte.

Detto di Viacqua, con l’epilogo dell’era Castaman e la presidenza avviata a passare nelle mani di Federico Ginato, 50enne di Noventa Vicentina già segretario provinciale e deputato del Partito democratico nella XII legislatura, ora si ragiona su altre società partecipate fagli enti, comune e provincia, di Vicenza.

Se ne è occupato Federico Murzio, secondo il quale Svt potrebbe andare a Antonio Marco Dalla Pozza, già assessore alla Mobilità con Achille Variati, sulla spinta dei dem: “Dalla Pozza è oggi componente del Cda di Svt subentrato ad Angelo Tonello eletto in consiglio comunale. A Dalla Pozza l’incarico non dispiacerebbe, anzi. A mettersi di traverso sarebbe però lo stesso sindaco Giacomo Possamai (Palazzo Trissino è azionista in Svt).

Le ragioni sembrano numerose ma non figura tra le ultime la circostanza che se già oggi c’è una guerra fredda tra il suo assessore alla Mobilità Cristiano Spiller e Tonello, consigliere delegato alle grandi opere, tra Spiller e Dalla Pozza il conflitto aumenterebbe di intensità.

Secondo la firma del CdV, anche queste mosse per gli incarichi di sottogoverno metterebbero alla prova il cosiddetto “Patto delle provinciali”, stretto tra Pd, parte dei partiti di centrodestra e sigle civiche per l’elezione di Andrea Nardin alla presidenza della Provincia di Vicenza.

La Provincia è l’azionista di maggioranza e ha l’ultima parola – scrive Murzio -. Se il Pd dovesse insistere su Dalla Pozza gli altri alleati, come già stanno facendo, avrebbero da ridire sul fatto che dopo Vi.Abilità (il cui presidente Enzo Urbani è dato vicino al sindaco Pd di Valdagno Giancarlo Acerbi) e dopo Viacqua (che finirà nelle mani dell’ex deputato Pd Federico Ginato) il Pd volesse porre la bandiera anche sulla società che gestisce in house per conto della Provincia il trasporto pubblico locale.

Le strade dei componenti del Patto delle provinciali sembrano dividersi. Una soluzione proposta dalle forze di centrodestra, civiche o di partito, volta a confermare l’attuale presidente Simone Vicentini non sembra trovare il favore di Nardin. Trattative sono in corso anche alla luce della circostanza che Nardin ha bocciato un nome proposto da Fratelli d’Italia. Tutti elementi che accreditano l’idea che Nardin voglia mettere un nome di sua fiducia al posto di Vicentini. Il quale prese il posto di Cristiano Eberle (designato a suo tempo da Variati). Eberle è oggi in corsa con il centrosinistra per la carica a sindaco di Schio”.

Resta poi il “nodo” Agsm-Aim, la multiutility vicentina-veronese, partecipata al 61,2% dal Comune di Verona e al 38,8% dal Comune di Vicenza, la quale “segue una strada tutta sua“, annota il giornalista.

Fonte: Il Corriere del Veneto