Istituto penale minorile di Rovigo, la commissione regionale verifica condizioni e servizi

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istituto penale minorile di Rovigo

La Quarta commissione del Consiglio veneto ha incontrato direzione e Polizia penitenziaria per esaminare condizioni, organizzazione e reinserimento.

L’istituto penale minorile di Rovigo ha ospitato una seduta fuori sede della Quarta commissione del Consiglio regionale del Veneto. I consiglieri hanno ascoltato la direttrice Roberta Ghidelli e la comandante della Polizia penitenziaria Maria Grazia Grassi per approfondire la situazione della struttura. Le competenze della commissione in materia di legalità e valutazione delle politiche pubbliche sono illustrate dal Consiglio regionale del Veneto.

Il confronto ha riguardato le condizioni detentive, l’organizzazione interna, i servizi garantiti e i percorsi educativi e di reinserimento. Sono aspetti decisivi in una struttura destinata a persone minorenni o giovani adulte, dove la sicurezza deve convivere con istruzione, salute, sostegno psicologico e preparazione al ritorno nella comunità.

L’istituto era stato inaugurato come parte di una riorganizzazione della giustizia minorile in Veneto, insieme alla prima comunità terapeutica regionale: un passaggio ricostruito nell’articolo sull’apertura del carcere minorile di Rovigo. La visita consiliare consente ora di verificare il funzionamento concreto dopo l’avvio.

Istituto penale minorile di Rovigo, attenzione ai percorsi di reinserimento

La commissione è presieduta da Gianpaolo Trevisi del Partito democratico; la vicepresidente è Rosanna Conte della Lega-Liga Veneta e la segretaria Laura Besio di Fratelli d’Italia. La composizione trasversale attribuisce alla verifica un rilievo istituzionale che dovrà tradursi in osservazioni e proposte sugli interventi necessari.

Il comunicato non indica numeri sulla popolazione detenuta né specifiche criticità emerse durante l’incontro. La valutazione richiederà quindi dati su presenze, personale, attività scolastiche e formative, assistenza sanitaria, episodi critici e continuità dei progetti esterni. Senza indicatori misurabili, una visita rischierebbe di restare soltanto conoscitiva.

Per l’istituto penale minorile di Rovigo la qualità dei servizi incide direttamente sulla possibilità di ridurre la recidiva. Il passaggio successivo sarà capire quali esigenze abbiano segnalato direzione e operatori e se la Regione possa intervenire, nelle proprie competenze, su sanità, formazione professionale e collegamenti con il territorio.