
Dopo l’assemblea nazionale delle Città per la pace a Perugia, il percorso cittadino prosegue a La Centrale con un incontro pubblico.
Vicenza cantiere di pace prosegue con un nuovo appuntamento aperto alla città: giovedì 22 ottobre, alle 18, La Centrale ospiterà la mediatrice internazionale Pat Patfoort per un confronto sulla gestione nonviolenta dei conflitti, dal livello personale a quello internazionale. Il programma rientra nelle iniziative promosse dal Comune di Vicenza per la pace e i diritti umani.
Patfoort, antropologa e biologa, lavora da anni sulla trasformazione costruttiva dei conflitti. L’incontro, intitolato “Educare ed educarsi a gestire costruttivamente i conflitti”, avrà una dimensione formativa e si inserirà nella scuola di pace che l’assessorato e la Casa per la Pace intendono sviluppare in città.
L’appuntamento arriva dopo il primo festival vicentino dedicato ai diritti umani e si collega al confronto pubblico su Costituzione, diritto internazionale e pace svolto a Vicenza. L’obiettivo dichiarato è rendere la nonviolenza una pratica quotidiana, non soltanto un tema da richiamare nelle emergenze.
Vicenza cantiere di pace, il confronto nazionale tra gli enti locali
L’assessore Giovanni Selmo ha rappresentato l’amministrazione alla quarantesima Assemblea nazionale delle Città per la pace e alla Marcia Perugia-Assisi, svolte il 9 e 10 ottobre. L’iniziativa ha riunito amministratori provenienti da tutta Italia nell’ottantesimo anniversario della Repubblica e nel quarantesimo anno del Coordinamento nazionale degli enti locali per la pace e i diritti umani.
Selmo riferisce di due giornate dedicate allo scambio di esperienze, alla costruzione di reti e alla definizione di nuovi progetti. Il ruolo dei Comuni, in questa prospettiva, consiste nel collegare i grandi conflitti internazionali a educazione, inclusione, dialogo e prevenzione della violenza nei territori.
L’incontro con Patfoort tradurrà questa impostazione in strumenti comprensibili e utilizzabili. Vicenza cantiere di pace punta così a dare continuità agli eventi già organizzati, coinvolgendo cittadini, scuole e associazioni in un percorso che affronti il conflitto senza rimuoverlo e senza trasformarlo in sopraffazione.


































