Julian Assange non sarà estradato in USA. ViPiù.it col PCI: è un successo ma continui la lotta contro la censura dell’informazione scomoda ai poteri!

Assange detenuto a Belmarsh, la Giuantanamo inglese (ALBERTO PEZZALI / NURPHOTO)
Assange detenuto a Belmarsh, la Giuantanamo inglese (ALBERTO PEZZALI / NURPHOTO)
- Pubblicità -

Smentendo le più fosche previsioni, la corte inglese ha negato l'estradizione di Julian Assange negli Stati Uniti come si può leggere sul Guardian.
Vogliamo esprimere la nostra soddisfazione per una decisione giusta. Una sentenza di estradizione avrebbe definitivamente affermato la messa in discussione della libertà di informazione. Un'informazione libera è quella che svela anche fatti scomodi al potere.
Noi ci siamo battuti, con le nostre forze (e la nostra debolezza), perché Julian Assange potesse tornare libero. Siamo sempre stati contro la protervia del governo statunitense che cercava di mettere a tacere non solo la persona Assange, ma qualsiasi informazione contraria alla sua pretesa di essere "padrone del mondo".
Con questa prima sentenza gli USA non sono riusciti a zittire la libera informazione e la verità.
Oggi possiamo affermare che anche noi abbiamo vinto.
La lotta per la libertà, contro tutti i tentativi di oscurare e colpire l'informazione scomoda ai poteri, deve continuare.

Partito Comunista Italiano

 

ViPiù e le testate del network DeepNews.it, LaltroVeneto, ParlaVeneto e Bakileaks, da sempre attive sul fronte della libertà di stampa anche per i continui attacchi a chi scrive, condividono la nota del PCI osservando anche come possa aver influito sul giudizio della corte londinese il cambio di guida dell'amministrazione USA.

Se Barack Obama, infatti, aveva fatto dei passi avanti verso una considerazione più liberale della questione Assange, Donald Trump l'aveva drammatizzata con una virulenza totale a cui è immaginabile non sia favorevole il neo eletto presidente democratico Joe Biden.

Al di là di queste letture la sentenza della giudice londinese non deve essere considerata solo un successo e un punto di arrivo della lotta mondiale, nazionale e locale per la libertà di stampa ma un incoraggiamento a proseguirla e a intensificarla a tutti i livelli a partire da quello italiano in cui giace ancora nei cassetti del Parlamento il disegno di legge che prevede un freno sostanziale al proliferare di richieste minatorie di danni per chiudere la bocca ai residui giornali e giornalisti indipendenti.

Il direttore di ViPiù 

Giovanni Coviello

Sei arrivato fin qui?

Se sei qui è chiaro che apprezzi il nostro giornalismo, che, però, richiede tempo e denaro.  I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per la stampa indipendente ma puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per darti moltissime notizie gratis e solo alcune a pagamento. Se vuoi continuare a leggere il nostro articolo ed accedere per un anno a tutti i contenuti PREMIUM, alle Newsletter online e a molte iniziative in esclusiva per te puoi farlo al prezzo di un caffè, una birra o una pizza al mese.

Grazie, Giovanni Coviello

Sei già registrato? Clicca qui per accedere

-Pubblicità-
Ho il piacere e l'onore di dirigere questa testata. Dopo un'iniziale esperienza come ricercatore volontario universitario (1976-77) e il servizio militare in Marina Militare come ufficiale di complemento (1976-78) ho maturato varie esperienze di vertice, nazionali e internazionali, nel settore delle telecomunicazioni e dell'informatica (1978-1993), ho ricoperto cariche in Confindustria Roma e Apindustria Vicenza, quindi mi sono occupato di marketing e gestione sportiva (volley) anche da vice presidente della Lega di Pallavolo Femminile di serie A, per poi concentrarmi direttamente dal 2008 sulle edizioni giornalistiche(VicenzaPiù.com, da me fondata nel 2006, ora ViPiu.it, Bankileaks.com, LaPiù.Tv e LaltraVicenza.it). La testata web, nata come settimanale cartaceo nel 2006, è da sempre un quotidiano web di approfondimenti su informazioni e di libere opinioni su Veneto (focus Vicenza), Nord est, Roma (Lazio), Latina con Riviera di Ulisse e Italia con uno sguardo su Europa e mondo. Sono giornalista professionista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Lazio