La dieta del cardiologo: top o flop?

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La dieta del cardiologo (da Ragusa News)
La dieta del cardiologo (da Ragusa News)

Nelle ultime settimane dilaga sul web, sui social media più in voga come Instagram e TikTok, una nuova dieta definita “miracolosa” che promette di far perdere ben 10 kg in una sola settimana: la cosiddetta dieta del cardiologo.

Questa dieta è stata ideata dal dottor Dwight Lundell, un ex cardiologo americano dell’Arizona e assicura non solo una perdita di peso considerevole ma anche una maggior cura del proprio cuore attraverso l’alimentazione. Il tutto trae origine dall’esperienza lavorativa di Lundell che nella sua carriera ha eseguito tantissimi interventi a cuore aperto, giungendo ad affermare che il sovrappeso non sempre è  solo collegato al cibo, ma può anche derivare da altri problemi di salute.

La dieta del cardiologo ha riscosso molto successo oltreoceano, fino ad approdare anche nella vecchia Europa. Ma come funziona questa dieta? Gli studi e la pratica clinica del dottor Lundell hanno dimostrato che il vero nemico da combattere nella maggior parte delle malattie cardiocircolatorie è il grasso viscerale. Per eliminarlo, dunque, serve una vera e propria dieta studiata ad hoc con un’attenzione speciale all’apparato cardiocircolatorio. Ma non solo, il grasso viscerale è anche responsabile di molte malattie infiammatorie che debilitano l’organismo. Dunque, da qui parte l’intuizione di Lundell: l’ideazione di una dieta ipocalorica e composta solamente da alimenti densi di micronutrienti come le vitamine, con un menù tipico basato principalmente su frutta e uova, ideale per dimagrire ma anche per risolvere problemi di salute.

La presenza massiva di uova nel menù, come indicato dallo stesso doc statunitense indicativamente dodici in una settimana, rende questa dieta particolarmente monotona e non particolarmente colorata. L’uovo di per sé presenta un elevato apporto proteico che sicuramente favorisce, almeno in minima parte, la sazietà, risultando di conseguenza utile al mantenimento del peso forma o nel dimagrimento. Ma non solo, i suoi micronutrienti aiutano anche a promuovere il buon funzionamento del sistema nervoso e di quello immunitario e a proteggere la salute della pelle e della vista.

Forse proprio questa monotonia, unita al solenne divieto di ingurgitare carboidrati in qualunque loro forma possibile, rende la dieta particolarmente dura da seguire e passibile di facili… defezioni. I carboidrati consentiti in sette giorni sono una sola fetta di pane integrale e un totale di 160 grammi di riso integrale, alternabile con la quinoa, il che può suonare come una bestemmia se si pensa che recenti studi hanno attestato a quattro il numero di giorni in cui l’italiano medio mangia almeno un piatto di pasta.

Un altro ruolo fondamentale all’interno di questa dieta privativa è giocato dalle verdure, anch’esse limitate a dosi precise e imprescindibili. Tra le più presenti vi sono gli spinaci e le carote, entrambe ipocaloriche e  quindi funzionali all’obiettivo, realisticamente… irrealistico?, di perdere ben 10 kg in una sola settimana. Il tutto condito da un solo cucchiaino di olio, 5 meri grammi, quasi impercettibile. e una lieve spolverata di sale per scongiurare il rischio di una possibile ritenzione idrica.

Insomma, la dieta del cardiologo è l’ideale per rimettersi in forma in fretta e furia e riuscire nell’intento divenuto clichè del devo entrare in quel vestito, ma è tutto questo effettivamente sano? Senza entrare nel merito tecnico – alimentare, bisogna chiedersi se questa, come tante altre diete flash, non aumenti il rischio del deterioramento del rapporto con il cibo in un mero calcolo di calorie assunte o addirittura venga vista come un rimedio ad abbuffate patologiche.

Insomma, è importante essere in forma e controllare la propria alimentazione, in quanto possa avere un impatto improntato sul rendimento fisico e mentale quotidiano e, proprio per questo, è altrettanto fondamentale sviluppare un rapporto con il cibo sano che non conduca alla paura della bilancia o all’incapacità di smettere di abbuffarsi.

Mangiamo per vivere, non bisogna mai pensare che sia il contrario.