
Alla Mostra del Cinema di Venezia i riflettori si accendono su Vicenza e sulla figura di Demetrio Zaccaria, imprenditore illuminato e appassionato bibliofilo che ha segnato la storia culturale del Veneto con la fondazione della Biblioteca internazionale “La Vigna”. Il 31 agosto verrà presentato allo Spazio Regione del Veneto/Veneto Film Commission, all’Hotel Excelsior, il teaser del docufilm “La Vigna di Demetrio Zaccaria”, diretto da Manuela Tempesta e prodotto da Kublai Film, con la partecipazione straordinaria di Gianmarco Tognazzi e in cui tra gli intervistati come testimonial c’è anche Alberto Galla, anche lui past presidente de La Vigna e ora alla guida della Biblioteca Bertoliana.

Il film intreccia memoria personale e patrimonio collettivo, ripercorrendo la vita di Zaccaria (1912-1993), che trasformò la sua passione per il vino e la civiltà contadina in un dono universale: nel 1981 creò la Biblioteca “La Vigna”, lasciando al Comune di Vicenza una collezione di oltre 62 mila volumi oggi riconosciuta dal Ministero della Cultura. «Zaccaria ci insegna che la vera ricchezza non è possedere, ma condividere – sottolinea la regista Tempesta –. Il suo gesto di donazione parla di cultura come bene comune».
Per il produttore Lucio Scarpa il documentario è “un racconto che andava fissato nella memoria collettiva prima che le testimonianze andassero disperse”. L’opera è stata sostenuta anche dalla Regione Veneto attraverso i fondi europei FESR 2021-2027, dedicati all’audiovisivo.
Le istituzioni vicentine hanno accolto il progetto con entusiasmo. L’assessore regionale alla Cultura Cristiano Corazzari lo definisce “un’occasione importante per valorizzare il territorio e sostenere l’industria cinematografica”. Per Andrea Nardin, presidente della Provincia, è “un tributo che racconta radici e futuro della civiltà contadina vicentina”. Il sindaco Giacomo Possamai parla invece di “un patrimonio vivo che Vicenza custodisce con orgoglio”, mentre Giovanni Luigi Fontana, presidente dell’Accademia Olimpica, ricorda come “il mecenatismo moderno di Zaccaria abbia trasformato un bene privato in patrimonio pubblico”.
La presentazione veneziana rappresenta solo il primo passo: seguiranno nuove proiezioni e incontri, per far conoscere al grande pubblico una figura che ha saputo “coltivare idee come si coltiva la terra, con pazienza e rispetto”.