Lauree magistrali infermieristiche, oltre 3.300 candidati per 759 posti clinici

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Oltre 3.300 domande per 759 posti nelle nuove lauree magistrali infermieristiche a indirizzo clinico. Nursing Up chiede ruoli e contratti adeguati alle competenze avanzate.

Le segreterie didattiche dei tredici atenei che hanno attivato le lauree magistrali infermieristiche registrano in media più di quattro candidati per ogni posto. Circa il 60% delle domande riguarda cure intensive ed emergenza, il 30% cure primarie e infermieristica di famiglia e comunità; il terzo indirizzo è dedicato alle cure neonatali e pediatriche.

Per Nursing Up i numeri dimostrano la volontà degli infermieri di investire nella formazione, ma rendono urgente costruire percorsi professionali coerenti. Il sindacato chiede funzioni, autonomia, responsabilità e un inquadramento contrattuale che permetta di utilizzare le competenze cliniche avanzate.

Il tema si lega alla carenza di personale e alla capacità del Servizio sanitario di valorizzare chi completa percorsi universitari più specialistici. ViPiù ha già approfondito la situazione degli infermieri nelle aziende sanitarie vicentine.

Il confronto con l’Europa

Il presidente nazionale di Nursing Up, Antonio De Palma, sostiene che formare professionisti avanzati senza predisporre ruoli adeguati rischi di trasformare la riforma in un’occasione sprecata. Il sindacato propone di aprire spazi di elevata qualificazione per i laureati di primo livello e di definire una prospettiva nell’area della dirigenza per chi acquisisce competenze magistrali cliniche.

Una ricerca paneuropea richiamata dal sindacato rileva che la pratica infermieristica avanzata era già istituita in venti dei trentacinque Paesi analizzati. In quattordici il master costituiva il livello minimo per qualificarsi come Advanced Practice Nurse.

Nursing Up cita inoltre il modello dei Paesi Bassi, dove i Nurse Practitioner sono stati introdotti nel 1997 e hanno ottenuto progressivamente maggiori funzioni e autonomia. Dal 2018 il riconoscimento è stato stabilizzato dalla legge, dopo una sperimentazione nazionale.

Secondo De Palma, l’Italia deve accompagnare le lauree magistrali infermieristiche con un’organizzazione meno rigida e con il riconoscimento delle responsabilità effettivamente esercitate. La richiesta non riguarda soltanto i titoli, ma l’impiego delle nuove competenze a beneficio dei pazienti e della sostenibilità del sistema sanitario.