A Valstagna, nel comune di Valbrenta (Vi), nei pressi di Bassano del Grappa, si trovano le sorgenti dell’Oliero, fra le risorgive carsiche più grandi d’Europa e meta turistica di interesse nazionale. Qui sono presenti le suggestive Grotte di Oliero. Si tratta di un complesso naturalistico straordinario, con alcune aree destinate al turismo speleologico e riservate solo agli esploratori subacquei. Tuttavia alcune grotte sono visitabili da tutti, accedendovi in barca, accompagnati da guide naturalistico-ambientali.

Questi sistemi carsici sono magnifici e dopo immersione tra passaggi stretti e labirinti pericolosi si arriva a delle grandi stanze con laghetti in cui il colore dell’acqua è simile a quello dei Caraibi tra stalattiti e spighette. Ma nascondono anche insidie pericolose. Esattamente come il Buso della Rana di Monte di Malo.

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L’esterno delle Grotte di Oliero. Foto: pag. facebook @grottedioliero

Le grotte sono aperte al pubblico da aprile a ottobre. Ci sono le due più in basso, da cui scaturisce il fiume Oliero (Covol dei Veci e Covol dei Siori) e le due superiori (Covol dei Assasini e Covol dee Soree), antichi sbocchi delle medesime sorgenti, sono ora asciutte. All’interno del parco un sentiero sale tortuosamente sino a raggiungere le prime due cavità asciutte. Si è sovrastati da altissime pareti rocciose sulle quali si può ammirare la flora rupestre. Si scende quindi a raggiungere la conca tra le due grotte principali, completamente circondata dalle freschissime acque sorgive ed immersa nel verde di piante secolari.

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L’esterno di una delle Grotte. Foto: pag. fb @grottedioliero

Vicinissima, si apre l’imboccatura della grotta visitabile dai turisti, chiamata Covol dei Siori o Grotta Parolini, dal nome del famoso botanico Alberto Parolini, che la esplorò nel 1822 e la rese accessibile al pubblico dal 1832. È possibile visitare questa straordinaria grotta accedendovi in barca, accompagnati dalle guide naturalistico-ambientali di Ivan Team. Gli esperti vi illustreranno le caratteristiche della grotta fino all’imbarcadero interno ed alla sala della colata, una gigantesca cascata di stalattiti alabastrine, alta ben quattordici metri, che si intrecciano in un bizzarro gioco di forme e colori. La temperatura dell’aria all’interno della grotta è di 12°C, quella dell’acqua quasi 9, e questi valori si mantengono costanti per tutto l’arco dell’anno. L’ultima grotta, visitabile solo dagli speleosub che si immergono spesso nelle sue acque cristalline, è il Covol dei Veci.

Questi piccoli paradisi possono tuttavia essere pericolosi, perchè nascondono insidie non prevedibili. Assieme alla grotta dell’Elefante Bianco a Ponte Subiolo di Valstagna e alla sorgente dei Fontanazzi a Solagna, le Grotte di Oliero hanno fatto in totale 11 vittime tra gli speleosub, dagli anni Settanta ad oggi. Una sola vittima si riscontra nelle Grotte di Oliero.

Quindi questi piccoli paradisi vanno visitati con attenzione e sotto la guida di esperti.

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L’interno delle Grotte va visitato con la guida di esperti. Foto: pag. fb @grottedioliero