Le liste del Veneto, Il Gazzettino: Moretti no all’uninominale di Vicenza, Berlato “cavaliere” con Cristina Caretta, Donazzan out…

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Nel Veneto che stando ai sondaggi dovrebbe premiare Berlusconi e Salvini, il centrosinistra schiera i suoi big: il segretario del Pd Matteo Renzi è dato in corsa, oltre che nella sua Firenze e in Campania, nel trevigiano. Il leader di Liberi e Uguali, Pier Luigi Bersani, sarà ugualmente in Veneto, pare a Vicenza, Verona, Padova: «Dove mi candido? Grosso modo bazzicherò nel bolognese e in qualche zona del Veneto, Dove posso aiutare di più», ha detto l’ex segretario del Pd a Rainews24. E siccome LeU porterà via voti ai democratici, la sfida a sinistra rischia di favorire ulteriormente il centrodestra.

NOTTATA PD

Riunioni a oltranza per tutta la notte al Nazareno sulle liste elettorali. L’agenda di Renzi era così “overbooking” che il segretario (che ieri ha rinunciato a “Porta a Porta”) e il “team” delle candidature (Lotti, Guerini, Martina, Rosato) ha preventivato di far slittare a stamani presto gli ultimi incontri con le varie delegazioni. E siccome da risolvere c’era soprattutto la partita con la minoranza di Andrea Orlando e Andrea Martella, la definizione delle candidature giocoforza è slittata. Tra l’altro, la direzione di stanmattina alle 10.30 per l’approvazione delle liste sarà aperta ai soli membri effettivi (in Veneto il segretario Alessandro Bisato, i parlamentari Roger De Menech, Gianni Dal Moro, Andrea Martella e la consigliera regionale Alessandra Moretti). Raccontano tra l’altro che alla Moretti – che ha sempre negato di voler scendere – a Roma abbiano proposto l’uninominale di Vicenza, dato per perso in partenza, e che abbia declinato.

INCASTRI AZZURRI

«Dovrei essere candidato, ma non so dove» era ieri la frase più gettonata in casa azzurra. Giochi di incastri, come il cubo di Rubik: sposti una faccia e cambiano le altre. E così gli interessati attendevano che Nicolò Ghedini e Renato Brunetta decidessero dove candidarsi: scelti i posti per loro (e Brunetta dovrebbe passare dal Senato alla Camera), a cascata verranno gli altri. Oltre a Ghedini e Brunetta, ha conquistato un posto sicuro l’uscente Lorena Milanato, una delle tre donne certe di elezione. Le altre due sono Elisabetta Casellati, che lascerà il Csm, e l’ex coordinatrice provinciale di Padova Roberta Toffanin. Posti sicuri anche per il vicentino Pierantonio Zanettin, il genero del principe del foro Franco Coppi che dal Senato nel 2014 era stato dirottato al Csm, e per Andrea Causin. L’ex coordinatore veneto Marco Marin correrà al proporzionale a Verona. New entry: gli ex consiglieri regionali di Padova Piergiorgio Cortelazzo e di Verona Davide Bendinelli, a Treviso l’imprenditore, ex sindaco di Pederobba e oggi presidente di Ats (società che gestisce il servizio idrico integrato) Raffaele Baratto. Non sarà ricandidato il veronese Alberto Giorgetti. E resta in Regione l’assessore Elena Donazzan: a comunicarle la decisione sarebbe stato Ghedini. La motivazione: niente assessori regionali né europarlamentari. Ma in realtà la preoccupazione di Forza Italia è legata agli equilibri in Regione: dopo che Massimiliano Barison è passato con Fratelli d’Italia, gli azzurri sono rimasti in due e se se ne andasse Donazzan perderebbero il posto in giunta con la prospettiva, di fronte a una parità numerica tra Fi e Fdi, di non avere più l’assessore.

SILENZIO LEGHISTA

A Milano, chiusi in via Bellerio i vertici del Carroccio per la decisione finale sulle candidature. In Veneto un silenzio che alcuni big hanno definito inquietante. Le decisioni saranno rese note oggi e allora si vedranno le reazioni sul territorio.

UNA “LAMPADINA” PER TRE

Il leader di Energie per l’Italia, Stefano Parisi, ha accettato la proposta del centrodestra di candidarsi a governatore del Lazio. Questo ha comportato l’esclusione della sua lista alle Politiche benché fossero già state raccolte le firme, di cui 2.500 in Veneto, ma ci sarà una compensazione: tre collegi sicuri in giro per l’Italia. Uno dei tre dovrebbe andare al deputato padovano Domenico Menorello.

LA CACCIATRICE

Avvicendamento in Fratelli d’Italia: mentre è confermato il collegio uninominale senatoriale di Villafranca al veronese Stefano Bertacco, il seggio alla Camera di Schio, in nome delle quote rosa, è passato da Sergio Berlato alla presidente dell’Associazione Cacciatori Veneti Maria Cristina Caretta. Berlato dovrebbe essere comunque candidato al proporzionale dove Fdi conta di conquistare tre seggi, due alla Camera (Vicenza e Venezia) e uno al Senato.

di Alda Vanzan, da Il Gazzettino