Legge di Bilancio e Superbonus, Il Sole 24 Ore: “Il monito della Ragioneria: spese da contenere fino al 2031”

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C’è quanto meno concomitanza se non adesione tra i correttivi al Superbonus approvati ieri e il monito della Ragioneria di Stato in vista della Legge di Bilancio. Lo si comprende sfogliando l’edizione odierna de Il Sole 24 Ore in edicola, in un articolo di approfondimento firmato da Gianni Trovati e pubblicato a corredo della notizia sul voto favorevole dei partiti in commissione Finanze alla “stretta” sul SuperBonus (leggi qui).

Ragioneria che praticamente nelle stesse ore ha diffuso una circolare contenente, in ottica pluriennale, istruzioni a ministeri e PA per inviare proposte in vista della legge di bilancio.

La riforma delle regole fiscali comunitarie che comincerà a farsi sentire proprio dalla manovra d’autunno, spiega Via XX Settembre, ruota intorno al perno rappresentato dal parametro della spesa primaria netta, cioè il tetto alle uscite in un calcolo ripulito dagli interessi e dalle misure finanziate con aumenti discrezionali di entrata. Il nuovo vincolo si concentrerà prima di tutto sulle previsioni di spesa in arrivo, e viaggerà su un arco temporale destinato ad arrivare al 2031 nella probabilità, già annunciata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che l’Italia chieda di costruire l’intesa con Bruxelles su un piano fiscale strutturale allungato a sette anni dai quattro ordinari.

Su questi presupposti, chiosa la Ragioneria generale introducendo la circolare rivolta alle amministrazioni centrali dello Stato, alle amministrazioni autonome e agli uffici centrali del Bilancio di tutti i ministeri, «è necessario un approccio improntato alla sostenibilità economica in un’ottica di medio-lungo periodo, prestando attenzione anche agli anni successivi al triennio di previsione»”.

Secondo il quotidiano economico il clima di cambiamento nella gestione dei conti pubblici italiani è ben rappresentato dalla concomitanza dei correttivi al Superbonus (che hanno creato frizioni nella maggioranza, ndr) e queste indicazioni fornite dalla RGS.

“In termini pratici, le conseguenze sono parecchie – prosegue l’articolo -. Perché il rispetto dei parametri comunitari, accanto all’esigenza pratica di riportare il rapporto fra debito e Pil su un sentiero in discesa, oltre a chiudere i margini per l’extradeficit impone di tenere sotto controllo la spesa anche sul medio-lungo termine. E questa esigenza a sua volta richiede di affinare parecchio gli strumenti di programmazione, per cui il Mef chiede che «le Amministrazioni, nel determinare gli stanziamenti da iscrivere in bilancio sia in termini di competenza che di cassa, tengano conto in maniera puntuale dell’esercizio finanziario in cui l’obbligazione verrà a scadenza sulla base della pianificazione della spesa». Questa “contabilità sostanziale”, che nelle amministrazioni locali è tradotta nella riforma Accrual prevista fra gli obiettivi del Pnrr, riduce di parecchio i margini di flessibilità e soprattutto richiede un’adesione molto più decisa delle previsioni alla realtà.

A questi obiettivi concorrono anche i tagli imposti dalla spending avviata nel 2023. Per cui la Ragioneria torna a chiedere ai ministeri di presentare in fretta le eventuali «misure sostitutive delle attuali riduzioni previste»; perché ora nemmeno nella spending sono ammesse deroghe“.

Fonte: Il Sole 24 Ore