Legge veneta sui caregiver, Szumski e Lovat rivendicano il contributo al testo finale

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Sulla legge veneta sui caregiver Szumski e Lovat rivendicano il contributo di Resistere Veneto e definiscono il voto “multipartisan”, non bipartisan.

Sulla legge veneta sui caregiver i consiglieri regionali Riccardo Szumski e Davide Lovat rivendicano il contributo dato da Resistere Veneto alla stesura finale. La posizione riguarda il provvedimento destinato al sostegno delle famiglie e delle persone che assistono i propri cari, discusso dal Consiglio regionale del Veneto.

I due esponenti contestano la definizione di accordo bipartisan, che a loro giudizio non descrive adeguatamente il lavoro svolto in aula. Propongono invece il termine “multipartisan”, sostenendo che la convergenza abbia coinvolto un arco più ampio della maggioranza e dell’opposizione di centrosinistra.

Il tema si inserisce nel confronto sulle politiche sanitarie e sociali del Veneto, dove il riconoscimento del lavoro di cura familiare è da tempo al centro di proposte normative.

Legge veneta sui caregiver, la posizione di Resistere Veneto

Szumski e Lovat affermano di aver contribuito in particolare alla distinzione tra attività di cura e intervento sanitario. Presentano questo passaggio come un elemento concreto per rendere il testo più aderente ai bisogni quotidiani di chi assiste persone fragili.

I consiglieri sostengono inoltre che il voto favorevole dimostri la disponibilità del gruppo a valutare i provvedimenti nel merito, pur mantenendo un ruolo autonomo rispetto agli schieramenti tradizionali. La loro dichiarazione attribuisce alla collaborazione consiliare un risultato più ampio di un semplice accordo tra due poli.

Resta centrale l’attuazione della legge veneta sui caregiver: risorse, criteri di accesso e strumenti operativi determineranno l’impatto reale sulle famiglie. Szumski e Lovat chiedono che il contributo delle diverse componenti politiche venga riconosciuto e che alle norme seguano risposte pratiche per chi sostiene ogni giorno il peso dell’assistenza.

Nel loro intervento i due consiglieri insistono sulla differenza tra dichiarazioni di principio e misure capaci di alleggerire davvero il carico assistenziale. Il giudizio definitivo sul provvedimento dipenderà dunque dalla capacità della Regione di trasformare il testo approvato in servizi accessibili, sostegno economico e percorsi coordinati con la sanità territoriale.