Manovra di bilancio del Veneto in aula: lodi di Zaia, critiche dell’opposizione

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Manovra bilancio Veneto

Oggi al Consiglio Veneto è stata presentata la manovra di bilancio: Legge di Stabilità regionale 2023 e suo Collegato, Bilancio di previsione 2023-25.

In apertura di seduta il Consiglio ha designato, con 30 voti, su indicazione della maggioranza, il Prefetto Vittorio Zappalorto quale componente aggiuntivo della Sezione regionale di controllo per il Veneto della Corte dei Conti.

Di seguito, l’assemblea legislativa veneta ha approvato, con 36 voti favorevoli e 9 astenuti, la Proposta di legge n. 170, di iniziativa della Giunta regionale, volta ad apportare al bilancio di previsione 2022-24 una variazione negli stanziamenti di spesa, sulla base delle indicazioni pervenute da alcune strutture regionali. La proposta normativa è stata illustrata in Aula dal Relatore Silvia Cestaro (Lega/LV), che ha delineato i principali stanziamenti per il 2022.

700mila euro andranno al Programma Attività culturali e interventi diversi nel settore culturale per l’organizzazione di mostre, manifestazioni e convegni di interesse regionale. Inoltre, 1 milione aggiuntivo è stato stanziato per far fronte alla richiesta di borse di studio universitarie, di cui alla Legge regionale n. 8/1998 ‘Norme per l’attuazione del diritto allo studio universitario’. 558mila euro sono stati destinati al Programma Viabilità e infrastrutture stradali per rifinanziare la Legge regionale 25 ottobre 2001, n. 29, ‘Costituzione di una società di capitali per la progettazione, esecuzione, manutenzione, gestione e vigilanza delle reti stradali’. 122mila euro sosterranno il Programma Trasporto per vie d’acqua per rifinanziare la Legge regionale 28 gennaio 1982, n. 8, ‘Interventi regionali per il potenziamento delle infrastrutture e delle attrezzature nel settore dei trasporti’.

Contestualmente, sono state ridotte di euro 2.380.000, nel 2022, le disponibilità del Titolo I ‘Spese correnti’ della Missione 10 ‘Trasporti e diritto alla mobilità’, Programma 5 ‘Viabilità e infrastrutture stradali’, stante la mancata corresponsione di parte del canone al concessionario di Superstrada Pedemontana Veneta, in considerazione della non ancora completa entrata in esercizio della stessa.

Il Relatore Luciano Sandonà (Lega/LV) ha poi illustrato in Aula la Manovra di bilancio Veneto, ovvero i Progetti di Legge 154, 155 e 156: ‘Legge di Stabilità regionale 2023’; ‘Collegato alla Legge di Stabilità regionale 2023’; ‘Bilancio di previsione 2023- 2025’.

La Legge di Stabilità regionale 2023 è adottata per far fronte alle esigenze derivanti dallo sviluppo della fiscalità regionale, in corrispondenza dell’annuale approvazione della legge di bilancio. Contiene il quadro di riferimento finanziario per il periodo compreso nel bilancio di previsione e norme tese a realizzare esclusivamente effetti finanziari con decorrenza dal primo anno del triennio. Trae il riferimento necessario, per la dimostrazione della copertura finanziaria delle autorizzazioni annuali e pluriennali di spesa da essa disposte, dalle previsioni del bilancio a legislazione vigente.

Il Collegato alla Legge di Stabilità regionale contiene tre articoli finalizzati ad innovare l’ordinamento regionale con disposizioni aventi riflessi sul bilancio regionale per attuare il DEFR 2023-2025. In particolare, viene promossa l’attrattività territoriale degli investimenti e favorita l’operatività della Zona Logistica Semplificata (ZLS) Porto di Venezia, favorendo sia il rientro di investimenti da parte di imprese che in precedenza hanno delocalizzato le produzioni, sia l’arrivo sul territorio di nuovi investimenti di imprese attualmente non presenti. Inoltre, viene inserita nella Legge regionale n. 12/2009 ‘Nuove norme per la bonifica e la tutela del territorio’ una norma finalizzata a studi e ricerche in materia di bonifica e di irrigazione che analizzino specifiche problematiche idrauliche del territorio classificato di bonifica, individuandone le relative soluzioni. Viene altresì modificato l’articolo 75 della Legge regionale n. 11/2001 ‘Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alle autonomie locali in attuazione del Decreto legislativo n. 112/1998’, al fine di disciplinare le modalità contabili per il versamento delle tariffe per le ispezioni già svolte da ARPAV, nell’ambito delle attività di vigilanza e controllo, sul Sistema di Gestione della Sicurezza per le aziende definite di soglia inferiore.

Manovra di Bilancio del Veneto: l’intervento del governatore Zaia

Il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia è intervenuto in Aula consiliare per spiegare le scelte che l’amministrazione regionale ha fatto nella manovra di bilancio, “funzionali alla nostra visione del Veneto”.

“Ricordo che il Bilancio regionale è di oltre 17 miliardi di euro, di cui più di 9 destinati alla sanità, ambito in cui ci confermiamo Regione di assoluta eccellenza – ha esordito Zaia –. Siamo i primi sul fronte dei Livelli Essenziali di Assistenza. Oltre 14,2 milioni nel 2023 e 1,97 milioni nel 2024 e nel 2025 serviranno a finanziare i livelli aggiuntivi di assistenza (extra-LEA). Certo, mancano i medici, ma ricordo che solo nel 2022 abbiamo assunto 5220 professionisti in ambito sanitario, a fronte di 5008 cessazioni, per un delta positivo di 212 posizioni. Abbiamo deciso, negli ultimi anni, di non aumentare l’incidenza del Privato nella nostra Regione. E sull’istituto di cura e riabilitazione Pio XII di Misurina, respingo con forza la tesi sostenuta da chi afferma che vogliamo chiudere la struttura per realizzare un albergo per le olimpiadi: si tratta di una fake news; la verità è che oggi Misurina non ha pazienti. Abbiamo attenzionato le esigenze delle persone disabili e delle loro famiglie – ha continuato il presidente -.

Sul fronte delle olimpiadi, tengo a precisare che la Regione non paga la pista da bob, la quale non graverà sul nostro bilancio. Piuttosto, grazie alle olimpiadi potremo finanziare molte opere importanti per la nostra Regione. Ricordo anche i 300 milioni per il nuovo ospedale di Padova, per potenziare ulteriormente la nostra sanità e dare una nuova visone di sviluppo alla città di Padova. Rivendico l’importanza dello stanziamento di 31 milioni per le scuole paritarie, che arriveranno a 33 milioni, risolvendo così il problema di tanti bambini che non possono trovare posto nelle scuole pubbliche. Sottolineo altresì i 6,2 milioni per le borse di studio, i 10 milioni per il rafforzamento degli ESU e i 3 milioni per il buono scuola, i 78 milioni stanziati nel triennio per il sistema della formazione professionale, che in Veneto ha caratteristiche peculiari.

E rammento i 16,5 milioni per far fronte al rischio idrogeologico vista la grande fragilità dei nostri territori – ha aggiunto Zaia -, senza dimenticare i 17,3 milioni nel 2023 e gli 8,2 milioni nel 2024 per interventi a favore dei Comuni volti a migliorare la mobilità e la sicurezza stradale, gli 8,3 milioni nel 2023 e i 2 milioni nel 2024 per l’adeguamento della rete viaria regionale, i 10,3 milioni complessivi nel biennio 2023-2024 per il completamento della Treviso-Ostiglia, il finanziamento di 9,9 milioni nel 2023 per opere di bonifica ambientale, gli oltre 22,3 milioni annui per lo svolgimento delle attività dei lavoratori forestali, i 3,4 milioni nel 2023 per l’acquisto di convogli ferroviari per il trasporto regionale che ci consente di poter disporre di una flotta di eccellenza, moderna e funzionale”.

Luca Zaia ha anche affrontato la questione dei fondi comunitari, ricordando “la quota complessiva di cofinanziamento regionale di 38 milioni nel triennio. E siamo la Regione che investe meglio i fondi comunitari: spendiamo il 104 percento di quanto riceviamo”.

Il presidente ha poi toccato il tema dell’Addizionale Irpef. “Ricordo che non sono stato io a toglierla. Ma se ascoltiamo le molteplici sensibilità ed esigenze dei cittadini veneti, ci rendiamo conto che è molto controversa la questione se applicarla o meno, tenendo presente che comunque l’Addizionale non sarebbe certo sufficiente a risolvere tutte le nostre problematiche. Oggi, ad ogni modo, presentiamo un Bilancio senza Irpefè una nostra scelta precisa. Non ci manca il coraggio, ma credo sia giusto anche valutare la manovra economica nazionale, che su 35 miliardi complessivi ne destina 21 per fare fronte alle emergenze sociali. E non deve passare il concetto che chi produce ricchezza debba essere penalizzato”.

Zaia ha fatto un passaggio sulla fuga dei cervelli. “Credo che se i giovani decidono di andare all’estero per arricchirsi dal punto di vista umano e professionale vadano incoraggiati. Ma è altrettanto giusto attenzionare anche i flussi in entrata, realizzando le giuste condizioni per rendere il Veneto attrattivo. Diversa è invece la questione di quei ragazzi che sono costretti a lasciare l’Italia: questo è un problema da risolvere”.

Il presidente ha quindi fatto il punto sulla Superstrada Pedemontana Veneta. “L’infrastruttura è in fase di conclusione: l’obiettivo è ultimarla entro il 2023. In dieci anni, avremo così realizzato un’opera assolutamente rilevante, di 94,5 chilometri, senza dimenticare i 68 chilometri di viabilità accessoria”.

E sul fronte delle trivelle in Adriatico, “indubbiamente rimangono diverse perplessità – ha ammesso Zaia -. Ma ribadisco che non ci siamo piegati alla volontà del governo nazionale; ho chiesto ai ministri competenti che all’interno della commissione chiamata a fare le valutazioni tecniche necessarie vengano coinvolte le Università del Veneto”.

Luca Zaia ha concluso il suo intervento parlando di autonomia, “la sfida delle sfide, che rappresenta una assunzione di responsabilità, una scelta di modernità, culturale e organizzativa.

Siamo i portatori di un progetto dei padri costituenti che già allora immaginavano un Paese federalista – ha rivendicato con orgoglio Zaia -. Oggi ci sono otto regioni che hanno chiesto l’autonomia; è stato avviato un dialogo con le regioni del Sud. Faccio presente che ‘l’Italia a due velocità’ è stata determinata dal centralismo, non certo dall’autonomia.

Questo governo nazionale non ha alibi, perché è sostenuto da forze politiche che hanno sempre perorato l’autonomia – ha sentenziato il presidente della Regione -. Nella manovra economica ho colto un segnale positivo: è stato stabilito un orizzonte temporale di 12 mesi; se entro il 2023 non venisse realizzata l’autonomia, sarebbe un fallimento nazionale”.

Le Opposizioni: “Manovra insoddisfacente e senza coraggio”

“Un bilancio insoddisfacente, inadeguato rispetto alle esigenze attuali del Veneto. Non si può guidare guardando solo nello specchietto retrovisore”. Così lo speaker dell’opposizione in Consiglio regionale, Arturo Lorenzoni, bolla la manovra di bilancio della Regione Veneto per il 2023-25. Nella pausa dei lavori consiliari, i consiglieri dell’opposizione replicano – a mezzo stampa – alle dichiarazioni del presidente Zaia. E mettono al centro del dibattito quella che considerano la “necessaria manovra emendativa”: introdurre l’addizionale regionale Irpef per ridare ossigeno alla capacità di spesa e di investimento della Regione.

Tre gli emendamenti-chiave con cui i gruppi di opposizione provano in queste ore a incalzare la maggioranza sulla possibilità di ripristinare la tassazione regionale sui redditi delle persone fisiche superiori ai 50 mila euro annui: il primo prevede un incremento dello 0,5% della quota regionale dell’addizionale Irpef, il secondo dell’1%, il terzo dell’1,5%. Così facendo, il gettito complessivo aumenterebbe tra i 35 e i 105 milioni l’anno.

“Non è vero che la Regione del Veneto non mette le mani nelle tasche dei contribuenti – afferma Lorenzoni – In realtà le continua a mettere tutte le volte che una famiglia deve pagare una retta di asilo nido, una retta di casa di riposo, l’abbonamento del bus o non può beneficiare della borsa di studio pur avendone diritto e merito”. “Se il Veneto non fosse tax-free come ama dire il presidente Zaia ma applicasse una piccola addizionale sui contribuenti con più di 75 mila euro di reddito – esemplifica Elena Ostanel, capogruppo de Il Veneto che vogliamo – basterebbero 6 euro in più di tasse al mese per coprire il costo delle borse di studio universitario per tutti gli studenti idonei. Un altro esempio? Le rette degli asili nido potrebbero costare 50 euro al mese in meno, a fronte di un maggior onere fiscale per le sole famiglie abbienti di 30 euro al mese. Introdurre la quota regionale dell’addizionale Irpef significa garantire la possibilità di investire. Alla fine dei conti, non è un costo, ma un risparmio”.

“In tempo di inflazione e di shock economico – prosegue nel ragionamento Cristina Guarda di Europa Verde – chi guadagna di più ha il dovere di contribuire alla solidarietà e alla coesione sociale. La nostra proposta prevede un contributo modesto dai 150 ai 500 euro l’anno. Invece, per non voler applicare l’addizionale regionale,  il bilancio 2023 della Regione taglia di 5 milioni il capitolo per il diritto allo studio, riduce di 30 milioni gli stanziamenti per la tutela ambientale e idrogeologica, e asciuga di 22 milioni gli investimenti per l’energia”.

Per Erika Baldin del M5S la manovra finanziaria della Regione “manca di coraggio” e di “capacità di scelta”. “Si è scelto di lasciare 4 miliardi di euro in 12 anni nelle tasche dei più ricchi – calcola la capogruppo pentastellata – negando così il diritto allo studio ai meritevoli, privando gli studenti di abbonamenti agevolati ai trasporti, le associazioni di volontariato per anziani e disabili di contributi per fronteggiare il caro-carburante, rinunciando ad assumere tecnici e ispettori negli Spisal in una regione che è maglia nera per numero di morti e incidenti sul lavoro”.

“L’impressone è che anche il presidente Zaia pensi che utilizzare la leva fiscale dell’addizionale Irpef sia la cosa giusta, ma gli trema la mano”, conclude il capogruppo del Pg Giacomo Possamai. “Sembra che questa Regione funzioni con il pilota automatico: se il criterio per decidere una scelta di investimento è avere l’accordo di tutti, allora non si farà mai nulla. Rischiamo di pagare molto cara la mancanza di coraggio del presidente della Regione: alla fine del regno Zaia, il Veneto arriverà stremato”.

“Nel suo torrenziale intervento in aula, il presidente Zaia ha fornito una ricostruzione dei fatti sulla Superstrada Pedemontana Veneta a dir poco fantasiosa. Dice che con la sua convenzione del 2017 avrebbe ridotto da 21 a 12 miliardi l’ammontare dell’opera facendone un affarone, ma omette il fatto che con i soldi dei veneti, ben 300 milioni, ha salvato la ditta esecutrice della SPV dal sicuro fallimento consentendo di trovare sul mercato la fiducia necessaria per reperire i necessari finanziamenti per pagare l’opera”.

Il commento sulla Manovra di Bilancio della Regione Veneto è del consigliere regionale del Partito Democratico, Andrea Zanoni.

“Anche su tutta una serie di altri nodi il presidente Zaia ha compiuto delle gravi omissioni. Ad esempio, – aggiunge il consigliere –  ha taciuto sul fatto che, con i gravissimi ritardi accumulati, nel 2017 la Regione poteva recedere dal contratto a norma di legge, magari passando i lavori all’ANAS, la stessa alla quale oggi la Giunta Zaia vuole cedere 700 km di strade venete. Non solo: Zaia ha dichiarato che non si trovava un ente terzo per far fare una stima di traffico verosimile e che trovava studi di previsioni di traffico solo di privati. Invece questo ente qualificato e non privato, ovvero Cassa Depositi e Prestiti, c’era ed aveva stimato 15.000 veicoli al giorno, dettaglio non irrilevante che gli ho ricordato in aula. Non solo, il presidente  Zaia ci ha raccontato che invece dei 45.000 veicoli al giorno inizialmente stimati, la Regione decise di prendere come attendibili i 27.000 veicoli. Una attendibilità però smentita dal buco di 55 milioni in tre anni che oggi ci chiede di ripianare coi soldi dei veneti attraverso questo bilancio. Va ricordato, che le stime dei flussi di traffico sono determinanti perché nel 2017 la terza convenzione, firmata da Zaia, stabilì che il privato avrebbe riscosso dalla Regione un canone annuo fisso garantito, (stabilito in annualità iniziali da 150 milioni di euro che ogni anno crescono sino a ben 450 milioni annui, nella fase finale dei 39 anni di convenzione) mentre la Regione stessa avrebbe incamerato i pedaggi che dipendono esattamente dai veicoli che la percorrono”, conclude Zanoni.