Si è conclusa ieri in occasione di una conferenza stampa del sindaco di Vicenza, poi concretizzatasi in decisione come da comunicato ufficiale odierno, la telenovela di Matteo Tosetto, che si era dimesso da Forza Italia, che lo aveva indicato tra i suoi rappresentanti in Giunta (era, dopo un passaggio come vice sindaco, assessore al sociale), ma non dal suo incarico assessorile (qui alcuni passaggi iniziali del percorso elettorale a Vicenza, ndr)”.

Tosetto, che aveva motivato la sua uscita da Forza Italia per approdare dove ancora non si sa (oggi ha convocato una conferenza stampa a cui non ci ha invitato, di sicuro per una svista, ma neanche ha risposto a un mio personale messaggio per un contatto, forse perché troppo impegnato su altri più "auscultanti" fronti mediatici), perché non condivideva la caduta del governo Draghi, causata, a suo dire dal centro destra

Lo stesso Francesco Rucco, con determinazione e a costo di dissensi interni, aveva biasimato la scelta di andare a elezioni in questo difficile momento per il Paese), ma l'ormai ex assessore al sociale gli avrebbe negato una sua dichiarazione esplicita di condivisione delle linee dell'attuale maggioranza civica e di centro destra, si legge oggi suol quotidiano locale che ha riportato le dichiarazioni di ieri del sindaco Francesco Rucco. 

Dichiarazioni che oggi, e in attesa magari di più attenzione a... ViPiù dell'ex forzista, che ospiteremmo volentieri per riferire le sue ragioni e anche se sia attratto, come si dice, a livello nazionale, da Carlo Calenda, ora però anche lui alle prese con evidenti stati confusionali, e, localmente, dal gruppo "Per una grande Vicenza".

Il suo ispiratore, Otello Dalla Rosa, è pure lui uscito dal Pd, dove era stato eletto consigliere ma non sindaco stante il boicottaggio non solo sotterraneo di Jacopo Bulgarini d'Elci, allora erede designato di Variati, e Giacomo Possamai, lettiano oltre che ben visto in molti piani nobili vicentini, veneti e del nordest.

Se Tosetto tace (a meno che oggi in conferenza stampa a porte semichiuse non si sia dichiarato per la vicinanza a Calenda - Dalla Rosa), l'ex candidato sindaco battuto nel 2018 da Rucco e dalle solite faide interne al centrosinistra, da tempo si posiziona, almeno apertamente, come estimatore dell'ex confindustriale Calenda, eletto in Europa col Pd e ora in attesa di un nuovo matrimonio ("riparatore"?) col nemico di sempre Matteo Renzi, ex segretario Pd poi fuoriuscitone per fondare Italia Viva.

Il matrimonio con IV, tra l'altro, porterebbe il leader di Azione al Parlamento italiano lasciando il suo seggio europeo al sempiterno Variati, ex (?) lettiano dalle calende greche, ma ora anche lui sempre più vicino al contemporaneo Calenda...

In questo bailamme, che ad oggi, localmente e nazionalmente, si conferma non tale solo per gli accordi assicura seggi e non per la scelta di politiche che assicurino un futuro alle comunità, locali o nazionale che siano, proponiamo ai nostri lettori abituali (e non solo a loro) la trascrizione integrale dell'intervento di Francesco Rucco ieri in conferenza stampa, senza tagli e "interpretazioni", che, caso mai e legittimamente, lasciamo a chi legge.

Per ora...

L'intervento di Francesco Rucco di ieri, 8 maggio, in conferenza stampa

Intervengo oggi per evitare che i servizi sociali del Comune si trasformino in un campo di battaglia durante la campagna elettorale.

Abbiamo davanti un periodo difficile durante il quale le famiglie affronteranno periodi particolarmente difficili derivati dall’aumento delle bollette e dei prezzi in genere. Pertanto sarà importante proseguire nei prossimi mesi con un’azione di sostegno alle famiglie come fatto fin dalla pandemia.

Il mio intervento odierno nasce a seguito del dibattito che si è generato nei giorni scorsi dopo l’uscita da Forza Italia dell’assessore ai servizi sociali Matteo Tosetto. Ricordo che tutte le progettualità, in tutti i servizi, vengono messi in campo da una squadra, insieme agli assessori di riferimento. Matteo Tosetto ha sempre operato correttamente ricevendo il consenso dell’amministrazione.

Sono costretto, comunque, a revocare le deleghe all’assessore ai servizi sociali per l’oggettivo mancato sostegno alla maggioranza, all’amministrazione e al sindaco.

Il rapporto fiduciario deve essere reciproco.

Da un anno Matteo Tosetto sta ragionando su un percorso diverso, dal punto di vista politico e personale, con frequenti rapporti con la minoranza, rapporti per i quali spesso ho chiesto chiarimenti senza ricevere risposte.

Ho trovato stucchevoli alcune uscite di Tosetto verso gli alleati in ambito nazionale ma ritengo che questa amministrazione deve essere valutata sulla base degli atti formali che ha messo in campo, nessuno dei quali è di stampo estremistico. Inoltre tutti i provvedimenti del sociale sono stati adottati in giunta all’unanimità.

Preciso che questa amministrazione adotta e continuerà ad adottare delle politiche moderate: questa è la linea del sindaco che deve essere condivisa dagli alleati.

Faccio presente che i consiglieri comunali si sono trovati in imbarazzo nei confronti di tale dibattito.

Inoltre ritengo che in questo momento i servizi sociali non possono avere nessuna battuta d’arresto, nessun tipo di paralisi. Devono lavorare a pieno ritmo grazie ad una struttura che ha dato risposte importanti ai cittadini.

Purtroppo la mia decisione è giunta a fronte del concreto rischio che le delibere portate in giunta dall’assessore Tosetto non possano trovare il sostegno necessario. E questo non ce lo possiamo permettere. La revoca delle deleghe giunge per tutelare una settore delicato come quello dei servizi sociali. Preciso che nessun partito e nessuna lista civica ha chiesto di ricoprire il ruolo di Matteo Tosetto. Hanno lasciato la libera scelta al sindaco e pertanto il sottoscritto ha deciso che a 9 mesi dalla fine del mandato non sia opportuno ricoprire il ruolo di Tosetto con una figura esterna all’amministrazione. Ho scelto invece di ripartire le deleghe all’interno della giunta esistente accorpandole all’assessorato al bilancio e saranno gestite da Marco Zocca e dal sottoscritto. Del resto in qualità di sindaco ho sempre partecipato alle decisioni relative al sociale.

Non mi aspettavo di dover prendere questa decisione sulla quale non ha inciso l’abbandono da parte di Tosetto di Forza Italia e della firma per il sostegno di Draghi, firma che ho apposto anche io.

Ritengo che in questo momento le priorità di tutti, quelle che dovevano essere anche di Tosetto, dovevano essere quelle della città. D’altro canto il suo percorso personale credo che lo porterà altrove.

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