Medicina territoriale, Fimmg Veneto: «Senza personale gli studi dei medici non reggono»

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Personale nella medicina territoriale, medico di famiglia al lavoro

Il segretario regionale Enrico Peterle sollecita un accordo con la Regione sul futuro dei collaboratori già attivi nelle Medicine di Gruppo.

Servono investimenti sul personale nella medicina territoriale per sostenere i medici di famiglia e garantire una presa in carico adeguata dei pazienti cronici. È la posizione espressa da Fimmg Veneto, organizzazione regionale della Federazione italiana medici di medicina generale, nel confronto in corso con la Regione.

Il tema riguarda in particolare il futuro delle professionalità già operative nelle Medicine di Gruppo, nel passaggio verso i nuovi assetti dell’assistenza. Il nodo era emerso anche nel dibattito sulla trasformazione delle Medicine di Gruppo nelle Aggregazioni funzionali territoriali, con richieste di garanzie per il personale e per la continuità dei servizi.

Secondo il segretario regionale Enrico Peterle, pensare che nel 2026 un medico di famiglia possa lavorare senza un’organizzazione e senza collaboratori è ormai anacronistico. La presenza di personale sanitario e amministrativo consentirebbe di seguire meglio le persone, organizzare l’attività quotidiana e rispondere a bisogni sempre più complessi.

Personale nella medicina territoriale, il confronto con la Regione

Fimmg riferisce che la trattativa sta procedendo, ma chiede un’accelerazione perché i tempi sono stretti e le esigenze dei professionisti coinvolti sono concrete. L’obiettivo è arrivare a condizioni organizzative chiare, evitando che la trasformazione dell’assistenza territoriale impoverisca gli studi o interrompa rapporti di lavoro già consolidati.

Peterle insiste soprattutto sulle patologie croniche, che richiedono monitoraggio costante e collaborazione fra più figure. Un medico affiancato da infermieri e collaboratori può dedicare più tempo alle valutazioni cliniche, mentre il gruppo gestisce appuntamenti, controlli e percorsi assistenziali.

Per il sindacato, finanziare il personale nella medicina territoriale non significa riconoscere uno stipendio aggiuntivo ai medici, ma offrire un servizio in più ai cittadini. La richiesta è che ogni studio possa disporre delle risorse necessarie in rapporto ai carichi di lavoro e alla popolazione assistita.

Il confronto dovrà ora tradursi in decisioni operative e coperture economiche. Fimmg considera il personale uno dei passaggi decisivi per rendere la medicina di prossimità efficiente e capace di alleggerire ospedali e pronto soccorso.